"La famiglia non è un mezzo di controllo sociale, a mio modo di vedere è una necessità psichica dell'individuo per costruire un rapporto con la collettività". Lo ha dichiarato Francesca Archibugi in una delle molte interviste rilasciate al Lido di Venezia per la presentazione del suo ultimo lavoro "Vivere", film presente fuori concorso alla Mostra del Cinema 2019.

La pellicola è stata applaudita riscuotendo un notevole interesse da parte di pubblico e critica e sarà nelle sale a partire dal prossimo 26 settembre.

Le relazioni familiari sono fra i soggetti più narrati dal Cinema ma la particolarità di questa sceneggiatura elaborata dalla stessa regista insieme a Francesco Piccolo e Paolo Virzì consiste nella descrizione di vicende e sentimenti puntellati troppo spesso sulle stampelle della menzogna secondo una dimensione, però, che accorpa privato e pubblico. La menzogna è, cioè, un'abitudine nazionale vissuta con disinvoltura tanto nell'intimità quanto nei rapporti pubblici.

La coloritura "civile" del film si coglie dalla ricomposizione finale degli affetti e nella leggerezza e ironia dello sguardo tipico di Francesca Archibugi. Compongono il cast una accorata Micaela Ramazzotti, un tenebroso Adriano Giannini insieme a Valentina Cervi, Enrico Montesano e Massimo Ghini.

Una trama per ritrovare i legami familiari

Nel film la famiglia Attorre è costituita da Luca (Adriano Giannini), giornalista precario senza una redazione fissa, Susi (Micaela Ramazzotti), ballerina che insegna danza alle donne che vogliono dimagrire e Lucilla, la figlioletta che soffre di asma.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Cinema

In casa la comunicazione avviene già a singhiozzo ma le cose si complicheranno all'arrivo di Mary Ann, studentessa di Arte, di origine irlandese e cattolica, che si unirà alla famiglia come ragazza alla pari, ben presto sedotta da Luca. Menzogne e tradimenti sarebbero sufficienti per far raggiungere la tumefazione sentimentale ma il "dramma della gelosia" non esplode, come avveniva nell'amarissima commedia di Ettore Scola interpretata nel 1970 da Giancarlo Giannini, padre di Adriano, accanto a Monica Vitti e Marcello Mastroianni.

La soluzione del dramma della Archibugi non segue l'esondazione della passione ma trova l'anima delle relazioni umane che restano, in un certo senso, integre nonostante le scosse. C'è un punto di osservazione della storia, una distanza benevola, un equilibrio intelligente impregnato di comprensione: Luca tradisce per fragilità e Susi è colei che sa anche senza sapere, come è detto nel film. L'attore Marcello Fonte (premiato a Cannes con Dogman di Matteo Garrone) ha il ruolo del vicino di casa che scruta il guazzabuglio perenne degli Attorre.

La Archibugi in "Vivere" fa vincere il bisogno di ancoraggio a relazioni solide e sceglie il metodo della "semplicità come punto di arrivo e non di partenza, come intento di verità interpretativa impregnata di spontaneità, immedesimazione".

Premiante anche la collaborazione al femminile Archibugi-Ramazzotti: "Micaela - ha affermato la regista - deve volteggiare sul magma oscuro della menzogna ma è un'attrice molto vera, disciplinata e allo stesso tempo libera".

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto