Clementino ha concesso un'interessante video intervista, durante cui si è raccontato toccando svariati argomenti personali e professionali, citando molte esperienze del passato.

Tra queste anche la sua memorabile performance a Sanremo nel 2016, quando reinterpretò in maniera magistrale, ma anche e soprattutto credibile dal punto di vista dell'attitudine e dell'intenzione, un pezzo di storia della musica italiana come 'Don Raffaè' di Fabrizio De André – nessuno più di un rapper campano con spiccate doti teatrali come Clementino avrebbe potuto risultare così adatto per un brano tanto particolare, dove ritmo e teatralità sono sicuramente fondamentali e preponderanti rispetto a qualunque altra caratteristica dell'interprete – che gli è poi valsa la vittoria del premio De André, nonché una delle rarissime standing ovation dell'Ariston durante quell'edizione del Festival.

'Snoop Dogg è il mio papà, mi sono sempre messo contro chi non lo apprezzava'

Clementino ha parlato anche di numerosi colleghi, come Nayt, MadMan e Junior Cally, varcando poi i confini nazionali svelando ai fan, o meglio, a quelli tra loro che ancora non ne erano a conoscenza, il suo amore artistico per Snoop Dogg.

"Il featuring dei miei sogni sarebbe quello con Snoop Dogg – ha dichiarato il rapper campano 37enne al minuto 9 dell'intervista concessa ai microfoni di Rap Advisor – musicalmente parlando lui è il mio papà.

Io ho rubato tutto da lui, tutto tutto tutto: il sorriso quando rappa, la risata, la voce, le metriche, il flow, io sono un grande fan di Snoop Dogg.

Ti dico la verità, mi sono sempre messo contro chi in passato non ha apprezzato le sue evoluzioni, come il raggae, quando è diventato Snoop Lion. Per me Snoop Dogg può fare tutto quello che vuole, perché è uno che rappa bene sui pezzi di strada come rappa bene sui pezzi da party, ti fa divertire".

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Il ruolo di Clementino nella scena di Napoli: 'Sono uno dei King'

Subito dopo Clementino si è trovato a dover rispondere ad una domanda potenzialmente spinosa, ovvero "Ti reputi il King di Napoli ?".

"Penso che a Napoli ci siano tanti King – ha spiegato Clementino al minuto 10 dell'intervista – tanta gente che ha dato un contributo importante. Ecco, dire che io non sia un King è 'na stru***t', non trovate?

Vengo dalle gare di freestyle, mi sono sempre fatto rispettare, ho fatto più di dodici dischi, tra progetti auto-prodotti, dischi in major, album di coppia.

Sicuramente credo di di essere uno dei King di Napoli [..] ce ne sono tanti di artisti che hanno dato tanto per la città. Però oltre ad essere un King io sono un servo di Napoli, perché penso che spesso i King sono quelli che stanno sotto al palco ad ascoltarti durante il tuo concerto: per me i ragazzi sotto al mio palco sono i miei King".

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