Mercoledì scorso, in prima serata, Massimo Pericolo è stato intervistato in diretta da Daria Bignardi, nel corso della prima puntata del nuovo programma della nota giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva, 'L'Assedio' sul canale Nove.

Nel corso della chiacchierata l'artista lombardo classe 1992 si è racontato senza filtri, toccando più volte il tema dell'arresto, della depressione – spiegando di aver ottenuto ottimi risultati da una cura con gli psicofarmaci, difendendone l'utilizzo sotto prescrizione medica – ma anche del rapporto con i suoi genitori.

Massimo Pericolo: 'Mai votato, nessuno mi rappresenta'

Durante l'intervista spazio anche per alcune domande potenzialmente più spinose, come quella relativa alla spiegazione di un passaggio di uno dei suoi video più popolari, quello di 'Sette Milardi'. Nella clip è infatti possibile vedere Massimo Pericolo bruciare la scheda elettorale, un gesto evidentemente provocatorio, che il 27enne ha spiegato con queste parole:

"La scheda elettorale bruciata nel video di 7 Miliardi è la mia, quella vera.

Io non ho mai votato. So che dire questa cosa potrà sembrare una banalità, e mi si potrà obiettare che non offro alcuna soluzione o alternativa. Ma questo è semplicemente il mio punto di vista, e lo manifesto. Io non mi sento rappresentato da nessuno, quindi perché dovrei dare il mio voto a qualcuno che non mi rappresenta ? Non offro un'alternativa, magari però offro uno spunto di riflessione: se io non voto, e come me tanti altri, ci sarà un motivo ? Credo che la risposta a questa domanda non devo darla io, ma chi la politica la fa di lavoro".

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Rap

Un'intervista che ha stupito positivamente: un rapper finalmente trattato da artista e da essere umano

L'intervista, contrariamente a quanto solitamente avviene quando un esponente del Rap italiano si concede alla stampa, al web o alla televisione, ma al di fuori del contesto dei media di settore, è stata molto apprezzata. Di solito quando un rapper, in Italia, si trova a dover spiegare la sua musica al pubblico generalista – un pubblico che non lo conosce e lo guarda nei casi migliori con curiosità, nei peggiori con estremo pregiudizio – il rischio di cadere nel banale si fa certezza.

Ma non è stato questo il caso: nonostante l'evidente emozione – il rapper, alla prima diretta televisiva, ha più volte chiesto dell'acqua nel corso dei venti minuti scarsi di chiacchierata – Massimo Pericolo è riuscito in parte a racontare la sua esperienza di vita, sicuramente fuori dal comune, senza che il programma cadesse mai nel classico cliché del 'rapper cattivo esempio', nonostante il rischio fosse più che concreto, visto il passato da spacciatore del rapper Brebbia, più volte raccontato nelle sue canzoni.

"Daria Bignardi ha finalmente trattato un rapper da essere umano e da artista invece che da criminale, drogato e capro espiatorio per i mali della società," recita infatti un post di Noisey – magazine verticale di Vice dedicato alla musica – che ben sintetizza lo stupore, positivo, degli appassionati di rap italiano.

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