"Compito del comico è andare a cercare quel qualcosa di particolare da mettere in luce, anche se oggi è più complicato. Io ho Il grande privilegio di ricevere un sorriso ogni volta che incontro qualcuno per strada": ad affermarlo il regista e attore Carlo Verdone durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo film da lui diretto, in uscita nelle sale italiane il prossimo 26 febbraio, "Si vive una volta sola", avvenuta oggi, a Palermo.

Presenti, insieme a lui, altri due attori del cast, Anna Foglietta e Rocco Papaleo, protagonisti della pellicola, la cui sceneggiatura è stata curata dallo stesso Carlo Verdone insieme a Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino, prodotta da Filmauro e distribuita da Vision.

'Si vive una volta sola' presentato a Palermo

Protagonisti della pellicola, la cui regia è firmata da Carlo Verdone, sono quattro "allegri chirurghi" abili in sala operatoria, ma alquanto irrisolti nella sfera privata, che lavorano in Puglia, luogo scelto dallo stesso regista che, dopo 20 sopralluoghi e un'organizzazione perfetta, si è trasformato "in una piccola Cinecittà".

A rompere la routine di una professione tanto bella quanto particolarmente complessa, come quella del chirurgo, sono gli scherzi che il primario chirurgo, interpretato dallo stesso Carlo Verdone, il suo secondo, interpretato da Max Tortora e la strumentista interpretata da Anna Foglietta, escogitano nei confronti dell'anestesista Rocco Papaleo il quale farà una scoperta sconcertante.

"Si è creato un bell'affiatamento tra di noi - ha affermato Carlo Verdone - e siamo stati accolti così bene che ci siamo sentiti in vacanza. Ci siamo divertiti, seppur concentrati sul nostro lavoro perché questo film sembra semplice, nella forma, ma nella sostanza è pieno di trabocchetti tanto che, se si sbaglia una sfumatura interpretativi, si rischia di mandare a rotoli tutto quanto".

Grande responsabilità interpretativa e forte senso della misura, quindi, per un film che, seppur col sorriso e la goliardia che da sempre contraddistingue i protagonisti, tratta un tema molto delicato come quello della malattia: "Il tema della malattia esce fuori - ha affermato Carlo Verdone - attraverso una particolare declinazione che si vedrà nel film".

Verdone, scrittore della sceneggiatura insieme a Michele Plastino e Giovanni Veronesi, ha spiegato: "Mentre scrivevamo la sceneggiatura, sapevamo già chi avrebbe interpretato quelle parti, ci siamo solo posti la domanda se loro sarebbero stati liberi in quel momento o comunque interessati ad interpretarle. Alla fine, tutto è andato come speravo ed è nata una grande amicizia".

Ma, qual è la giusta chiave di lettura del titolo: prendiamo la vita alla leggera, oppure facciamo attenzione a ciò che è realmente importante?

"È una frase che si ripete molto spesso nel film e ad affermarla è proprio Rocco Papaleo - ha dichiarato Carlo Verdone - e ogni volta che la ripete, a tutti noi, suoi amici, si raggela il sangue perché di lì a poco gli avremmo comunicato di essere affetto da una grave patologia".

"Con questo titolo - ha spiegato il regista - vogliamo dire semplicemente, a chi vedrà il film, di cogliere ogni attimo della propria vita, senza fare progetti a lungo termine perché il futuro non si sa mai come sarà, e dare ad ogni giornata, a tutte le 24 ore, un senso importante".

Tanti ancora i progetti nella mente e nel cuore di Carlo Verdone che, però, sottolinea: "Un giorno dirò 'stop' e sarò felicissimo di farlo perché ci sarà qualcun altro a farlo al mio posto e dirò a me stesso che la mia missione si è compiuta".

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