Senza cultura siamo tutti un po' più soli e per contrastare l'ondata depressiva indotta dall'emergenza epidemiologica , Il Resto del Carlino QN, insieme a Bper Banca, ha sostenuto il 4 marzo, nel giorno del compleanno di Lucio Dalla, la riapertura della Mostra Noi. L'itinerario espositivo è allestito a Palazzo Belloni di Bologna dallo scorso 29 novembre e tratteggia storia e musica italiana dal 1958 al 1982. I lettori di QN hanno potuto presentare la pagina contenente l'annuncio per l'ingresso gratuito e percorrere il racconto in musica di un periodo storico recente, caratterizzato da un forte mutamento sociale.

Lucio Dalla avrebbe compiuto 77 anni e la sua "4 marzo 1943", densa di un lirismo autentico tanto quanto venato di ironia, può ancora commuoverci ed espandere un angolo visuale sul mondo che mette d'accordo gioie e dolori. Il successo dell'iniziativa è stato tale che si è pensato di replicarla con "I giorni di Lucio" che proseguiranno fino al 7 marzo. Chi non fosse riuscito a cogliere la promozione gratuita, potrà acquistare il biglietto al costo ridotto di 6 euro mentre entreranno gratis tutti i bambini fino ai 12 anni.

L'assessore Matteo Lepore, che è stato fra i visitatori il 4 marzo, ha dichiarato: "In tanti hanno dimostrato affetto sia per Bologna che per Lucio Dalla e questa partecipazione fa comprendere che è possibile per qualche ora dimenticare l'emergenza e fare cultura osservando le norme sanitarie di sicurezza necessarie in questo periodo".

Non soltanto canzonette

Il contrappunto della "Mostra Noi" risuona intorno al fatto che la canzone popolare non esprime solo "canzonette".

La musica d'autore, infatti, è stata strumento di interpretazione delle correnti trasformative in atto nel tessuto sociale, "un passo a due", come è stato detto, con la società. Il punto d'inizio del giro della mostra è l'abbraccio di Domenico Modugno sul palco di Sanremo nel 1958 ed il termine è l'urlo del goleador Paolo Rossi, a Madrid nel 1982, che assegnò all'Italia la vittoria del Mondiale di Calcio.

In mezzo ci sono il boom economico e l'avvento del consumismo intorno al Carosello serale, l'emancipazione femminile, la protesta sociale e i movimenti studenteschi, le pagine nere del terrorismo, i grandi approdi comunicativi delle prime radio libere fino alle discoteche e alla "febbre del sabato sera". Ideali, emozioni, paure e suggestioni, che la cosiddetta musica leggera ha raccolto e consegnato alla memoria collettiva. Giampaolo Brusini, curatore della "Mostra Noi" ha spiegato: "Con l'iniziativa del 4 marzo volevamo far rivivere un passato importante e la cui attualità consiste nella spinta a farci tornare a vivere.

E' un segnale significativo che induce ad un'esperienza immersiva in grado di coinvolgere sia chi quegli anni li ha vissuti direttamente, sia i giovani di oggi". Non è stato possibile, il 4 marzo, per il gruppo di artisti bolognesi coinvolti da Franz Campi, cantare i brani di Lucio Dalla insieme ai visitatori a causa di uno specifico provvedimento della Siae che vieta qualsiasi esibizione di musica dal vivo. Franz Campi e gli altri artisti torneranno a Palazzo Belloni non appena i divieti saranno superabili per condividere con i visitatori la narrazione in musica di vita quotidiana intrecciata a frazioni di storia.

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