Il primo abbraccio simbolico tra Bergamo e Brescia era arrivato nel pieno dell'emergenza Coronavirus, con la raffigurazione della Dea Atalanta che abbracciava la Leonessa bresciana. Il disegno realizzato da Sara Nicoli era stato rilanciato in un messaggio social dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, con una promessa: "Ripartiremo insieme". Non erano le solite parole di circostanza per mettere da parte una rivalità storica tra le due città. E oggi, a poco meno di tre mesi dall'esplosione dell'emergenza sanitaria, è arrivato l'annuncio: Bergamo e Brescia presenteranno una candidatura unitaria come Capitali italiane della Cultura per il 2023.

Capitale della Cultura: Brescia chiama Bergamo

La proposta è partita da Brescia ed è stata accolta immediatamente da Bergamo. Due territori così vicini, non solo nel dramma di questa pandemia, e con tanti punti affini hanno deciso così di mettere al centro la Cultura per ripartire. A sostenere il progetto sarà Ubi Banca, che fonda le radici proprio tra il bresciano e il bergamasco, e che sarà partner della candidatura. Il percorso è appena iniziato e la progettazione dovrà probabilmente tenere conto della rivoluzione che questa pandemia produrrà anche sul mondo della cultura. Un mondo attualmente paralizzato e che per ripartire avrà bisogno di uno sforzo anche maggiore rispetto a tanti altri settori.

L'evento "Capitale Italiana della Cultura" è nato nel 2016 e quest'anno ha subito un'inevitabile sospensione con rinvio al prossimo anno. È Parma la città che aveva iniziato ad ospitare il grande evento del 2020 fino a quando ne è stata decretata la sospensione a causa della pandemia. La città emiliana, quindi, onorerà il prossimo anno il titolo conferitogli.

Scalano, invece, al 2022 le candidature che erano state presentate per tenere l'evento il prossimo anno.

Bergamo e Brescia: l'unione fa la forza

"In questi momenti è necessario progettare il futuro - ha affermato il Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono - I nostri territori escono da mesi di grande sofferenza.

Ora abbiamo scelto di annunciare un cammino e un progetto condivisi". A fargli eco il collega bergamasco Giorgio Gori: "Questo periodo difficile ci ha avvicinato tantissimo come comunità ma abbiamo anche dimostrato di che tempra siamo fatti. Non vogliamo solo candidarci a Capitale Italiana della Cultura per il 2023 - ha detto Gori - ma dare alla cultura un primato". La candidatura congiunta ha già incassato il sostegno della città di Pesaro con l'appello del primo cittadino Matteo Ricci a tutti i sindaci d'Italia affinché possano unirsi per sostenere "Bergamo e Brescia 2023". Poco dopo è arrivato anche il sostegno del sindaco di Firenze, Dario Nardella. Altri potrebbero aggiungersi, mentre sui social c'è anche chi auspica un'assegnazione d'ufficio a Bergamo e Brescia.

Da Bergamo a Brescia, tante ricchezze culturali da scoprire

Città e province ricche di storia che vanno oltre gioielli quali sono, certamente, Città Alta a Bergamo o Piazza della Loggia a Brescia. Storia, paesaggi ed arte da scoprire. La Città dei Mille e quella della Leonessa d'Italia provano a giocare d'anticipo per prepararsi al meglio. Unite come mai accaduto prima. Aldilà della rivalità calcistica, quella tra Atalanta e Brescia non finirà mai, c'è quella storica tra le due città. Una vicenda che risale a circa mille anni fa. Potrebbe essere, questa, anche l'occasione per fare un salto indietro nel tempo e ripercorrere la storia delle due città.

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