È uscito “Latte e biscotti”, il nuovo singolo di Maky Ferrari scritto per lei dal produttore discografico Diego Calvetti insieme a Giulio Iozzi e Alessandro Secci. Un brano fresco e ritmato, che si candida a diventare uno dei prossimi tormentoni estivi. Di questo e di molto altro l'artista salentina ha parlato a Blasting News.

Il nuovo singolo

Ciao Maky! La nostra domanda di rito: dove ti trovi e cosa vedi intorno a te?

"Mi trovo a casa mia a Torchiarolo. È una zona molto vicina al mare. Qui nel Salento basta spostarsi di pochi chilometri per trovare subito la spiaggia che si desidera!".

Secondo Diego Calvetti (autore della canzone insieme a Giulio Iozzi e Alessandro Secci), “Latte e biscotti” sembra ti sia cucita addosso.

Cosa ci ha visto di te tra le note del brano?

"Credo abbia notato il mio essere divertente, auto-ironica, il mio lato felice e sorridente. Non mi ritengo una “musona”, ho un altro tipo di attitudine. In fondo non si tratta solo di mettere insieme delle note, ma di far venire fuori la propria passione e il carattere di un'artista e lui ci è riuscito".

È la prima volta che ti cimenti con sonorità pop-elettroniche. Ti sei trovata a tuo agio?

"Diego Calvetti ci ha visto lungo. Ho cambiato molti generi musicali: ho iniziato con la musica leggera, poi ho fatto soul, funky, r'n'b e mi sono laureata in canto jazz. Non avrei mai pensato di interpretare un brano come “Latte e biscotti”, ma mi piace giocare con la musica e sperimentare".

È vero che ti sei innamorata di questo brano ascoltando il ritornello che Calvetti ti aveva inviato su WhatsApp?

"Sì, mi aveva mandato un pezzettino del ritornello e non riuscivo a smettere di cantarlo. In quel momento ho capito che sarebbe stato un pezzo vincente".

Il video è davvero di livello, si distingue per la qualità e la professionalità con cui è realizzato.

Sei stata catapultata in un mondo caramelloso, un po' anni '80. Come ti sei trovata?

"Ti ringrazio per il complimento che mi mette i brividi. In questo caso a vederci lungo è stato il regista Angelo Cascione. Nel video sono un po' pin-up e mi sono trovata bene: mi piace travestirmi, interpretare personaggi.

Lo faccio anche sul palco. È stato un grosso lavoro di squadra. Pensa che abbiamo lo girato in una sola location, nel giro di un giorno. È stato un lavoro complicato ma tutte le persone coinvolte si sono unite ed è venuto fuori un bel videoclip".

Alcune scene del tuo video mi ricordano quelle di “Juice” di Lizzo. È un omaggio voluto?

"No, è casuale. In realtà a me ricorda Katy Perry e il suo “mondo caramelloso”. Comunque, credo ci sia una tendenza a voler tornare indietro nel tempo, realizzando progetti dal gusto vintage".

La passione per la musica

Come per molti, anche i tuoi esordi sono legati al coro parrocchiale. Cosa ricordi di quel periodo?

"Ero una bambina molto insicura, quindi salire sul palco mi aiutava a tirare fuori quello che rimaneva nascosto nella vita di tutti i giorni.

Ero una chiacchierona ma sono sempre stata un po' “bruttina” e la cosa mi inibiva. Quando salivo sul palcoscenico chiudevo gli occhi e acquisivo sicurezza. Dopo il coro parrocchiale sono arrivate le prime esibizioni sotto la cassa armonica nelle feste di paese".

Oggi, oltre che un'ottima interprete, sei docente di musica per bambini e adulti presso le scuole e le associazioni musico-culturali. Che ruolo può avere la musica nello sviluppo dei più piccoli?

"Ha un ruolo fondamentale, a tal punto che gli ho dedicato la mia tesi di laurea intitolata: “diario di un'aspirante maestra – tutti quanti vogliono fare jazz”. Qui in Italia si conferisce poca importanza all'insegnamento della musica nei primi anni di vita.

Il tutto viene lasciato al caso, magari affidato alle maestre di italiano o di matematica. Questo è un peccato perché durante il primo anno di età i bambini recepiscono tantissimo. Bisogna inoltre sottolineare un concetto importante".

Quale?

"Non bisogna insegnare musica ai bambini con lo scopo di farli diventare musicisti. La musica aiuta a sviluppare il cervello perché attiva diverse parti che con altre discipline non vengono stimolate. Quando si suona il pianoforte, per esempio, si leggono due chiavi: la mano destra e quella sinistra, che suonano cose diverse. Tutto questo può tornare utile anche da adulti, non per forza nel campo musicale ma anche in altre discipline. In particolare, mi piace insegnare ai bambini della scuola materna ed elementare perché sono come delle spugne, assorbono tutto.

E poi c'è un altro risvolto chiave..."

Ovvero?

"I bambini di oggi ascoltano poco. Sono abituati a stare davanti agli schermi. Suonare uno strumento insegna ad ascoltare e a trovare una manualità. Tutto questo è passato di moda ma sarebbe importante recuperare questi valori".

Dopo “Latte e biscotti”, quali saranno i tuoi prossimi progetti musicali?

"Non sto pensando ad un album ma a dei singoli, di generi diversi tra loro, che mi aiutino a capire quale può essere la mia strada migliore. Non è detto che un artista debba etichettarsi con uno stile. La produzione del prossimo brano è quasi trap. Mi sono cimentata nella cover di un brano di tha Supreme ed ho scoperto che mi piace molto. Ascolto tanta musica trap, specialmente in auto.

Non sono una di quelle classiche jazziste che ascoltano solo jazz".

Però il jazz lo ascolti.

"Non in questo periodo".

I consigli musicali di Maky Ferrari

Qual è la tua canzone preferita in assoluto?

“Oggi sono io” di Alex Britti. Ogni volta che canto quella canzone piango, è sistematico. Mi ci ritrovo così tanto che avrei voluto scriverla io!"

Qual è l'artista che ascolti più spesso in questo periodo?

"Ho riscoperto Neffa e ho scoperto Mara Sattei, la sorella di tha Supreme, che infatti è la sua versione al femminile".

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