È morto Ezio Bosso, direttore d'orchestra, compositore e pianista torinese, celebre in tutto il mondo. L'artista torinese, che avrebbe compiuto 49 anni il 13 settembre, soffriva di una malattia neurodegenerativa da molti anni, ma nonostante tutto era riuscito a farsi largo nel panorama della musica classica.

Il 13 aprile 2020, il pianista Bosso aveva pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook un video-ricordo di quando aveva diretto la sua orchestra a Lubel Festival, tenutosi il 2 maggio 2019: 'Un ricordo bello e pieno, anche di dolore liberatorio'. Questo è stato il suo ultimo pensiero condiviso con tutti i suoi fan.

Il cordoglio sui social

Non appena si è diffusa la notizia sulla dipartita di Ezio Bosso, amici e fan sono corsi sui social network per esprimere il proprio dolore.

Per molti è 'il musicista che aveva incantato l'Italia con la sua musica', mentre un altro utente lo descrive come un genio e un esempio di vita, di coraggio, di tenacia, di dignità. C'è chi rimpiange di non essere riuscito ad assistere dal vivo a un suo concerto.

I funerali in forma privata: la decisione della famiglia

Nel 2011, dopo l'operazione delicata per un tumore al cervello, a Ezio Bosso fu diagnosticato una malattia neurodegenerativa. Inizialmente la patologia fu identificata come SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), tuttavia il direttore d'orchestra aveva sviluppato una malattia autoimmune che in breve tempo ha compromesso le funzioni vitali: perdita progressiva e irreversibile dell'articolazione della parola, della capacità di deglutizione, del controllo dei muscoli scheletrici, fino alla compromissione dei muscoli respiratori.

Purtroppo al momento non esiste una cura per la malattia.

La famiglia del pianista torinese ha rilasciato una dichiarazione ufficiale della morte di Ezio Bosso: 'È morto a causa del degenerare delle patologie che lo affliggevano da parecchi anni'. Inoltre, ha chiesto massimo rispetto per la sua privacy, di ricordarlo con amore e di proteggere tutti i suoi repertori classici.

I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

Interviste e l'ultimo lavoro di Ezio Bosso

In varie interviste, Ezio Bosso aveva dichiarato che sul palco non dirigeva l'orchestra con gli spartiti ma con gli occhi, i sorrisi e manda baci quando qualcuno ha suonato bene. Inoltre, aveva confessato che la sua filosofia di vita era di tenersi stretti i momenti felici 'Perché sono un toccasana per tirarmi su, quando sono nel letto e non riesco ad alzarmi'.

In un'intervista a FanPage, il pianista torinese aveva raccontato di aver ricevuto tanti schiaffoni, ingiustizie, insulti nel mondo della musica classica. Tutto questo perché aveva una malattia neurodegenerativa.

Nonostante i pregiudizi, Ezio Bosso è riuscito a farsi notare nel panorama musicale e a entrare nel cuore di tutti. La sua vita è stata una continua lotta, infatti, anche da bambino ha dovuto lottare contro le persone che affermavano che il figlio di un operaio non può dirigere un'orchestra.

L'ultimo disco di Ezio Bosso è intitolato 'Grazie, Claudio'. Si tratta di un omaggio a Claudio Abbado, uno degli artisti italiani più prestigiosi al mondo. In suo onore, il direttore d'orchestra torinese aveva riunito cinquanta musicisti delle migliori orchestre del mondo all'European Union Youth Orchestra e agli amici dell'Europa Philharmonic Orchestra, fondata da lui stesso.

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