Entro il prossimo 18 gennaio 2021 verrà selezionata la città che si fregerà del titolo di capitale italiana della cultura 2022. Le città in lizza sono dieci e rappresentano varie realtà culturali, artistiche e musicali d'Italia, da nord a sud, senza dimenticare il centro e le isole.

Il 14 e il 15 gennaio 2021 verranno presentati i dossier delle città candidate presso il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo e una giuria decreterà poi ufficialmente la candidatura vincente.

Le città candidate a capitale italiana della cultura 2022

Lo scorso 16 novembre 2020, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, guidato dal Ministro Dario Franceschini, ha comunicato le dieci città "finaliste", selezionate dalla giuria presieduta dal professor Stefano Baia Curioni tra le 28 candidature ricevute.

Le città che si contenderanno ufficialmente il titolo di capitale italiana della cultura 2022 sono: Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L'Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania (Verbano-Cusio-Ossola) e Volterra (Pisa).

Le candidature a capitale italiana della cultura 2022

Ciascuna città ha proposto un ricco dossier, descrivendo nel dettaglio elementi caratteristici che contraddistinguono ogni territorio.

Nello specifico Ancona basa la propria candidatura sulla cultura in rapporto con l'altro. Il progetto è stato costruito attraverso il coinvolgimento dei giovani del territorio per la creazione di circa ottanta progetti. Il tema dell'altro verrà declinato attraverso eventi, interventi sulla città e produzioni originali.

La Puglia può fregiarsi di ben due città presenti nella shortlist. Il dossier di Bari si concentra sul rapporto della città con varie caratteristiche identitarie: il sacro (San Nicola), il mare, la luce (e quindi la rinascita), l'Oriente (vista la sua posizione), il dialogo e il mondo femminile. Sono previsti circa 300 appuntamenti tra mostre, concerti e incontri.

L'altra città pugliese candidata è Taranto, in stretto rapporto con 12 comuni della Grecia Salentina, in modo da coinvolgere la storia, le tradizioni e gli stili di vita condivisi dall'intero territorio. Gli eventi in programma sono più di 100.

Cerveteri, cittadina della provincia romana, ha concentrato la propria candidatura sul suo elemento distintivo, ovvero le aree archeologiche di epoca etrusca, in particolare la necropoli.

La cultura viene ricercata nelle radici, in modo da recuperare l'identità, in stretto legame con il futuro. Non solo eventi, ma un modello per la valorizzazione del passato.

Il capoluogo abruzzese, L'Aquila, crea un parallelismo tra la pratica giapponese del recupero degli oggetti con l'oro (Kintsugi) e la cultura come elemento sanante delle ferite del terremoto, allargando la candidatura anche ai comuni del cratere sismico aquilano. Un'occasione per far ripartire in modo decisivo un territorio fragile.

L'Italia settentrionale non è rimasta scoperta. In Veneto, il piccolo comune di Pieve di Soligo congiuntamente alle Terre della Marca Trevigiana ha presentato un dossier per celebrare la memoria di personalità culturali locali di spicco in stretto legame con l'attualità.

Al centro anche la cultura comunitaria che ha permesso la nascita di eccellenze dal punto di vista produttivo.

Spostandoci in Piemonte, Verbania si candida con un progetto legato al Lago Maggiore, il quale ha permesso non solo l'insediamento industriale, ma anche la creazione di giardini e ville storiche. La natura e il paesaggio si uniscono alla cultura e alla storia, senza dimenticare le nuove tecnologie.

Tra le altre dieci città finaliste vi è Procida in provincia di Napoli. La candidatura si basa sulla relazione, il dialogo, sull'isola che non "isola" ma, al contrario, nasconde tesori ed è aperta a tutti. Il programma si baserà sulla dualità di accoglienza ed esclusione, libertà e reclusione, legame e distanza.

Trapani ha in mente oltre 100 progetti sul tema dell'incontro dei popoli e di culture differenti, in modo da promuovere l'offerta culturale del territorio.

In questo modo si creerebbe un osservatorio provinciale per creare in futuro eventi basati su strategie organizzative integrate.

Infine, anche la città toscana di Volterra (provincia di Pisa) presenta un dossier dedicato alla "Ri-generazione" e alla "Ri-nascita". Il progetto parte dallo storico ospedale psichiatrico, il primo concepito come un luogo di condivisione, e dal carcere, il primo a creare un teatro, in modo da rendere la cultura come uno strumento di cambiamento. Quindi la cultura viene vista come crescita del benessere di tutti, a partire dai più fragili.

Il progetto della capitale italiana della cultura

Il progetto della capitale italiana della cultura è nato nel 2014, a seguito della proclamazione di Matera a capitale europea della cultura 2019.

L'iniziativa ha lo scopo di valorizzare i beni culturali (Arte, storia, archeologia, musica, arti performative) e paesaggistici, migliorando i servizi rivolti ai turisti. Dal 2015 varie città si sono potute fregiare di questo titolo: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia, Siena, Mantova, Pistoia e Palermo.

Parma è stata selezionata come capitale italiana della cultura per il biennio 2020-2021.

I due capoluoghi più colpiti nella prima fase della pandemia, Bergamo e Brescia, saranno entrambi capitale italiana della cultura nel 2023. Un modo per rilanciare le attività culturali del territorio lombardo.

Segui la nostra pagina Facebook!