L'antiquario Paul Smeets dichiara, in una intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, di aver fatto più proposte per l'acquisto dell'Incoronazione di spine, olio su tela nel quale molti, studiosi e non, riconoscono la mano di Caravaggio. E questo prima che l'asta, prevista per il giorno 8 aprile, fosse bloccata. Secondo quanto riporta la stampa spagnola, Ansorena nega però l'esistenza di offerte ufficiali. Si arricchisce di un nuovo capitolo la saga inerente al dipinto finito sotto le luci della ribalta ad aprile.

Un breve riassunto

A fine marzo la casa d'aste Ansorena pubblica la foto di un Ecce Homo attribuito alla "cerchia di Ribera".

Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto per via delle sue origini, è un pittore vissuto a cavallo fra il 1500 e il 1600. Soggiorna a lungo in Italia, muovendosi prima fra Roma e Parma, per stabilirsi infine a Napoli dove muore nel 1652. Qui dà vita a una bottega di pittura i cui esponenti noti Giovanni Dò, Enrico Fiammingo e Bartolomeo Passante. La pittura di Ribera, allievo del valenziano Francisco Ribalta, non abbandona mai i caratteri spagnoli ma, allo stesso tempo, risente dell'influenza di alcuni maestri italiani fra i quali Caravaggio. Influenza trasmessa al suo nutrito numero di seguaci, coevi e non. In questo intrico fatto di luoghi, stili, mecenati e molto altro ancora, nascono diatribe come quella relativa all'Ecce Homo, che agita il mondo dell'Arte da più di un mese.

Critici, storici dell'arte, ma soprattutto mercanti d'arte e prestigiose gallerie. Si è scoperto nei giorni passati che i Pérez de Castro Méndez, proprietari del quadro, hanno affidato alla londinese Colnaghi la cura dei propri interessi e che sarà l'amministratore delegato in persona, Jorge Coll, a occuparsi della delicatissima questione.

Paul Smeets parla della sua offerta ufficiale

A dire la sua è ora Paul Smeets, direttore della Rob Smeets Old Master Painting Gallery di Ginevra, e membro influente di Tefaf (The European Fine Art Fair), evento d'importanza internazionale che si tiene a Maastricht, nei Paesi Bassi, sin dal 1989 e che negli ultimi anni è approdato anche negli Stati Uniti.

Paul è figlio d'arte. Ma non solo. Suo padre era Rob Smeets, da molti definito "antiquario gentiluomo". Laureato in Storia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi sull'opera Storia dell'arte nell'antichità di J.J. Winckelmann, Paul Smeets ha lavorato anche presso la casa d'aste Sotheby's a Londra.

Egli dichiara di aver effettuato, in data 5 aprile, una prima offerta ufficiale di trecentomila euro per l'acquisto del quadro. Offerta salita a tre milioni di euro il giorno successivo."Ho offerto io per iscritto tre milioni di euro per il Caravaggio di Madrid", rivela al quotidiano romano Smeets. Diverso è quello che dichiara Ansorena. Un mistero nel mistero, un altro tassello da ricostruire nell'ingarbugliata storia di questo dipinto.

Una solo punto fermo: il presunto Caravaggio non può essere esportato

Per ora solo un solo punto fermo: l'opera, classificata come Bic (Bene di Interesse Culturale), non può essere espatriata in virtù della Legge del 1985. Per lo stesso dispositivo di legge, la famiglia Pérez de Castro Méndez ha l'obbligo di comunicare una eventuale decisione di vendita allo Stato cui è riservato il diritto di prelazione. Se invece l'opera dovesse essere acquistata da stranieri, questi avranno l'obbligo di custodirla, ma non di esporla, entro i confini della Spagna. La speranza, per molti amanti dell'arte come per lo stesso Smeets, è che il quadro possa in ogni caso andare al Museo del Prado.

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