I complimenti lo mettono in imbarazzo, ma – in tutta sincerità - Niccolò Fabi li merita. Al pubblico accorso ieri 4 novembre al Teatro Augusteo di Napoli l’uomo di “Costruire” ha offerto due ore di totale immersione nel suo universo musicale. Un mondo fatto di introspezione, spiritualità, delicatezza, sconfinata profondità emotiva, tra successi del passato e brani tratti dal suo nuovo lavoro discografico “Libertà negli occhi”. Un esponente del cantautorato romano sicuramente non per tutti, ma di elevato spessore culturale e soprattutto umano, lontano dalle logiche di mercato e di visibilità ad ogni costo, che è sempre andato per la sua strada in coerenza solo con se stesso e la propria autenticità.
Il concerto di Niccolo Fabi a Napoli, tra successi passati e proposte dal nuovo album
Protetto sul palco da un cappellino e dalla penombra, Niccolò Fabi affida l’apertura del concerto ad “Alba”, un brano del suo nuovo album abbastanza apprezzato dai presenti, in cui l’aspetto strumentale e non verbale predomina su un rarefatto tessuto di parole. A dar manforte al cantautore romano Roberto Angelini, Filippo Cornaglia, Alberto Bianco, Giulio Cannavale, Cesare Augusto Giorgini. Molto applaudito poi “Andare Oltre”, brano ispiratissimo con cui l’artista romano ha conquistato la Targa Tenco nel 2023, “Non è” e “Una somma di piccole cose”. «A trent’anni dalla prima canzone pubblicata è davvero un miracolo che ci sia quest’attenzione e desiderio di sottoporsi a questa “lacrimevole tortura”», ha ironizzato poi Niccolò sul suo canzoniere con i fan napoletani.
Il tutto prima di offrire loro altri brani del nuovo lavoro discografico: “L’amore capita”, “Nessuna battaglia”, “Casa di Gemma” e “Chi mi conosce meglio di te”, scritta con Roberto Angelini. Tratta dall’album “Ecco”, invece, “I cerchi di gesso”. Davvero significativa l’introduzione a “Io sono l’altro”, una delle perle contenute in “Tradizione e tradimento”, terzultimo cimento discografico di Niccolò Fabi: «Andando a fondo scopriamo davvero le cose che ci uniscono. Credo che la diversità sia qualcosa di superficiale: scavando dentro abbiamo tutti le stesse paure, le stesse speranze. E la mia ambizione è che tutti noi potessimo guardare all’altro come qualcuno da ascoltare, comprendere, magari non stimare, ma appunto ascoltare, di certo non da aggredire e talvolta anche uccidere».
Caldissima l’accoglienza anche per “Scotta”. “Scotta la penna quando scrive l’imprevisto, quando scopre quello che è nascosto. Quando non si gira d’altra parte, l’arte non è una posa, ma resistenza alla mano che ti affoga”: versi sempre di estrema attualità, anche alla luce del recente, gravissimo attentato al giornalista di Report Sigfrido Ranucci e, più in generale, ai tanti tentativi di mettere il bavaglio alla libertà di espressione.
In un crescendo di emozioni è la volta di “Ecco”, la sempre commuovente “Vince chi molla”, “Una mano sugli occhi”, impreziosita nel finale da una trama di batteria che davvero entra nelle vene, “Una buona idea” – applauditissima anche durante la sua esecuzione.
In “Costruire”, forse uno dei brani più riusciti di Niccolò Fabi, l’artista ha lasciato per vari tratti del brano cantare il pubblico napoletano, ringraziandolo per l’affetto prima di lasciar spazio a “Libertà negli occhi”, title-track del nuovo album. A chiudere il viaggio nel sound e nel Niccolò Fabi-pensiero “Facciamo finta”, “Lontano da me” e “Lasciarsi un giorno a Roma”, brano quest’ultimo cantato e ballato da tanti dei presenti. Un live, dunque, con tanta della musica più apprezzata del cantautore romano. Va anche specificato che all’appello sono mancati, solo per fare qualche esempio, brani come “Tradizione e tradimento”, “A prescindere da me” e “Il negozio di antiquariato”: d’altronde, nel limitato tempo di un live e con una discografia così densa di brani entrati nel cuore dei fan non è possibile accontentare tutti: con tutta probabilità, l’artista romano li proporrà dal vivo in un futuro più o meno prossimo.