La scomparsa di Brigitte Bardot, avvenuta il 28 dicembre 2025 nella sua residenza di Saint‑Tropez all’età di 91 anni, non ha segnato la fine della sua battaglia per la causa animale. La Fondation Brigitte Bardot ha dichiarato che continuerà, “più che mai, a promuovere l’opera di Brigitte Bardot”. Nel messaggio diffuso il 29 dicembre 2025 la Fondazione sottolinea che la sua eredità "resta viva nelle azioni condotte con la stessa passione e la stessa fedeltà ai suoi ideali". Nel 2026 ricorrerà inoltre il quarantesimo anniversario dell’organizzazione, fondata nel 1986.

Questa prospettiva consolida l’impegno dell’ente nel tempo e conferma la sua rilevanza attuale.

Brigitte Bardot ha concluso la sua carriera cinematografica nel 1973 e ha fondato la Fondazione nel 1986, dedicandosi interamente alla difesa degli animali. Il prossimo anno segna quindi un traguardo significativo: quarant’anni di attività nella promozione del benessere e della protezione animale attraverso un impegno costante e strutturato.

Impegno e struttura della Fondazione

La Fondation Brigitte Bardot è un’organizzazione non governativa francese, riconosciuta di utilità pubblica dal 21 febbraio 1992. Agisce a livello nazionale e internazionale, in circa 70 paesi, con il supporto di oltre 70 000 donatori, circa 300 dipendenti e più di 500 volontari tra delegati e investigatori.

La sua missione include la lotta contro maltrattamenti, vivisezione, gabbie nei circhi o zoo, sfruttamento della pelliccia, bracconaggio, abbandoni di animali domestici e caccia, nonché la promozione della sterilizzazione di randagi e tutela della fauna marina e terrestre.

Le azioni significative per la causa animale

Il coinvolgimento di Bardot nella causa animale risale ai primi anni Sessanta, quando, scossa dalle immagini dell’uccisione di animali negli abbattimenti, avviò una campagna per l’introduzione del pistolet d’abattage indolore negli abattoirs francesi. Nel 1977 partecipò a una missione nel Grande Nord canadese contro la caccia alle foche, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e a spingere verso il divieto europeo dell’importazione di pellicce di foca nei primi anni Ottanta.

Nel corso dei decenni la Fondazione ha sostenuto la creazione di santuari per animali, ha appoggiato rifugi come quello nella Normandia (“La Mare Auzou”), ha aperto 4 strutture di accoglienza in Francia, incluso il trasferimento della proprietà de La Madrague alla ong stessi nel 1991, rafforzando il suo patrimonio in vista del riconoscimento ufficiale.

La missione della Fondazione si esprime anche attraverso l’azione legale: si costituisce regolarmente parte civile nei processi per cruauté animale e sostiene i provvedimenti legislativi a tutela degli animali, rafforzando la dimensione normativa e politica del suo operato.