Il 7 gennaio 2026 si sono svolti a Saint-Tropez i funerali di Brigitte Bardot, icona del cinema francese, scomparsa all’età di 91 anni. La cerimonia privata si è tenuta nella chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption, dove il feretro è stato portato all’esterno tra gli applausi. Il corteo funebre si è poi diretto al cimitero marino di Saint-Tropez, dove l’attrice riposerà nella tomba di famiglia affacciata sul Mediterraneo, nei pressi della sepoltura del primo marito, Roger Vadim. L’evento si è svolto in forma privata, come voluto dall’attrice e dalla sua famiglia.

L'omaggio della città

Sebbene la cerimonia fosse privata, l’installazione di schermi ha consentito alla popolazione di Saint-Tropez e ai fan di seguire il servizio religioso, trasformando il momento in un omaggio collettivo. Il sindaco di Saint-Tropez ha dichiarato: “Brigitte Bardot sarà per sempre associata a Saint-Tropez, di cui è stata la più scintillante ambasciatrice. Con la sua presenza, personalità e aura ha marcato la storia della nostra città”. L’impatto emotivo della sua figura ha trovato espressione in questa condivisione pubblica, senza rinunciare alla dimensione privata del commiato.

L'eredità di un mito

Brigitte Bardot è morta alla Madrague, la residenza di Saint-Tropez dove viveva dal 1958.

Lì si era ritirata dalle scene già nel 1973, dedicandosi alla difesa degli animali: nel 1986 ha fondato la Fondazione Brigitte Bardot, attiva ancora oggi. Il suo ritorno al grande pubblico, negli anni, è avvenuto soprattutto attraverso l’impegno per i diritti degli animali, insieme a un’attitudine schietta e controversa che connotò anche il suo rapporto con la politica. Bardot aveva affrontato due operazioni oncologiche ma il cancro, come riferito dal marito Bernard d’Ormale, alla fine le ha tolto la vita. La sua figura rimane un simbolo della rivoluzione culturale degli anni Cinquanta e Sessanta e ha lasciato un’impronta duratura, ancora viva nei luoghi della sua vita.