Pietro Castellitto ha presentato alla stampa il suo nuovo film, 'Il Falsario', il 14 gennaio 2026, in vista dell'uscita su Netflix il 23 gennaio. Ambientato nella Roma degli anni Settanta, il film intreccia eventi storici realmente accaduti con la narrazione di un uomo coinvolto in vicende di criminalità e storia politica. "Interpreto un personaggio che vive sul crinale di tante esistenze e che, attraverso i suoi occhi, mostra la complessità e le contraddizioni dell’Italia di quegli anni", ha dichiarato Castellitto. L’attore e regista ha sottolineato l’approccio romanzato della storia, pur mettendo al centro fatti, ambienti e personaggi ispirati a figure reali.

'Il Falsario' si sviluppa intrecciando cronaca e fiction, delineando una Roma in cui si incrociano criminalità organizzata, politica e tensioni sociali. Il protagonista rappresenta un filo conduttore tra i gruppi che hanno segnato profondamente quel periodo storico. Castellitto ha dichiarato: “Ho voluto restituire la complessità di quegli anni senza giudicare, mostrando la Roma di ieri in modo che possa essere riconoscibile anche oggi". Il film si avvale di un cast corale e di una ricostruzione accurata della città, che alterna scene nei quartieri popolari ai luoghi simbolo del potere e della giustizia.

Roma negli anni Settanta: politica e criminalità

La trama de 'Il Falsario' si inserisce in un contesto storico caratterizzato da forti tensioni sociali e politiche.

Gli anni Settanta a Roma sono stati segnati da episodi di terrorismo, come il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro nel 1978, e dall’emergere di organizzazioni criminali. Il film ripercorre questi eventi attraverso una prospettiva personale, intrecciando fiction e realtà per offrire uno sguardo approfondito su una delle fasi più complesse della storia contemporanea italiana.

La città di Roma diventa un vero e proprio personaggio nel film, con le sue atmosfere cupe, i vicoli e i palazzi che testimoniano l’intrecciarsi di potere, violenza e paura. ‘Il Falsario’ offre una narrazione che si muove all’interno di un periodo in cui le linee tra legalità e illegalità risultano spesso sfumate, coinvolgendo lo spettatore in una riflessione su giustizia, memoria e identità nazionale.

Pietro Castellitto: lo stile e le opere

Pietro Castellitto, nato a Roma nel 1991, è figlio d’arte – il padre è il regista e attore Sergio Castellitto. Ha già firmato film di successo come ‘I predatori’ (2020), presentato a Venezia e vincitore del premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura. Il suo stile mescola realismo e ironia, con particolare attenzione ai personaggi fuori dagli schemi. Con ‘Il Falsario’, Castellitto prosegue la sua ricerca sul racconto della realtà romana, spingendo la narrazione oltre il genere criminale tradizionale e inserendo elementi di analisi storica.

Il film rappresenta quindi un passo importante nella carriera del giovane regista, che conferma la sua capacità di interrogarsi sia sulla storia che sull’identità contemporanea dell’Italia.

Le prime reazioni della critica appaiono molto attente sia alla restituzione dell’atmosfera dell’epoca, sia alla scelta di concentrarsi su individui ai margini, capaci di illuminare contraddizioni ancora presenti nel mondo di oggi.