La scrittrice Imperatrice Bruno si è raccontata in un'intervista esclusiva a Blasting News, nella quale ha parlato della sua più recente raccolta di poesie, Extrareale adesso in ristampa: acquistabile sul sito dell'editore Edizioni Prufrock, oppure nelle librerie fisiche .

Imperatrice Bruno (Ariano Irpino, 2001) ha pubblicato con la Nulla Die Caratteri Interi (2021) e Volontà nobili (2022) vincitore del Premio San Vito al Tagliamento Giovani Poeti 2023. Nel 2024 pubblica Materia Verticale , menzione speciale al Premio Camaiore. I suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue e presentati su riviste di rilievo, tra cui Poesia Crocetti e Gradiva International Journal of Italian Poetry.

Nel 2025 pubblica per Edizioni Prufrock spa “Extrareale”. Ha tradotto Anne Carson e Bhanu Kapil per Biblion edizioni.

Da dove nasce l'idea della raccolta di poesie, "Extrareale" ?

"L'idea nasce nell'estate del 2024, in realtà a pochi mesi da "Materia Verticale". E nasce perché io volevo sperimentare con nuove voci soprattutto nuove identificazioni dell'io: in Extrareale ci sono poesie dove parlo come uomo, amante, bambina. Perché sentivo un po' stretto e ambiguo il cortocircuito che si crea: se penso che in narrativa posso parlare di tutto, scrivere un romanzo sulla seconda guerra mondiale, nessuno verrà mai a porsi il dubbio, a sindacare la veridicità dell'esperienza, invece in poesia, sì e questa cosa l'ho notata, vissuta come cortocircuito è la cornice per parlare di questo".

Quanto è presente il tuo essere in qualche modo 'girovaga' nelle poesie ea quale tematica sei maggiormente legata?

"Sulla questione dell'essere 'girovaga' per carità ci sono delle poesie che sentono un'influenza dei miei viaggi. Ad esempio c'è una poesia ambientata nella Savana, scritta dopo essere stata in Kenia, però non c'è graziosamente questa caratteristica. Non credo che dalle mie poesie si possa evincere questo senso di nomadismo, non-appartenenza. Nonostante tutti i miei viaggi, le mie esperienze, c'è sempre un richiamo, una radice materna, alla mia terra: a quelle che sono le mie tradizioni, al linguaggio campano".

Ci sono ricordi dell'adolescenza: è la fase che ricordi con maggior spensieratezza?

"Assolutamente sì: la pre-adolescenza è la fase che mi riesce più facile idealizzare. Ho pochi ricordi molto cristallini, però il resto abbastanza sfocato. Ma quei ricordi cristallini mi danno una sensazione di benessere, li collego a quell'epoca, a quel tempo che non è lontano: la ricollego ai miei nonni, alla mia terra, l'Irpinia e sicuramente a un senso di ingenuità nell'accezione più positiva. E di cura: ogni volta che si parli di adolescenza, di bambini e di giovani in crescita, io credo che emerge nel mio stile, nella mia voce poetica, un grande senso sia di responsabilità sia di cura".

"Extrareale" ha riscosso un grande successo per la capacità di arrivare a tutte/i: quanto tempo hai impiegato per questo progetto?

"Ho impiegato nove mesi circa: il tempo di una gestazione, di una gravidanza umana. Ho voluto strutturarlo proprio con l'obiettivo di renderlo il più potabile possibile perché Extrareale segue "Materia Verticale". Quest'ultima raccolta ha un tono molto più cattedralesco, ha dei riferimenti biblici: è molto più critico. Un libro costruito diversamente con dei colori diversi e con un registro diverso. Extrareale, invece, ha delle referenze e dei riferimenti molto più pop, contemporanei: non fa mistero di quello che vuole dire. E' molto più provocatorio, molto più invitante: invece di presentarsi come un libro che scava all'interno della scrittrice, ha una proiezione esterna verso il lettore. Ed è per questo che riesce a coinvolgere di più il pubblico".

Quanto sei legato alla tua terra natia e quali sono i tuoi modelli poetici moderni e non, di maggiore ispirazione?

"La mia identità si è formata in Irpinia. Riguardo i miei modelli poetici contemporanei, ti potrei dire i grandi maestri del 900', come De Angelis e Mario Luzi. Però ti posso dire che oggi per me è importante tenere di riferimento la mia generazione: ciò che pubblicano i ragazzi nati dal 98' in poi. E' importante capire la nostra corrente stilistica dove sta andando per poi anticipare i tempi. Ciò che per me ora è punto di riferimento a questo punto della mia carriera è sempre sì lo studio dei classici, ma in modo molto più urgente dei miei coetanei".

Quali sono i tuoi prossimi progetti lavorativi: stai pensando a una prossima raccolta?

"Ad oggi non sto pensando a una prossima raccolta. Dal 2020 al 2025 ho pubblicato quattro raccolte che, per temi si assomigliano, ma per ricerca e intensità portano varie differenze. Però mi sto dedicando alle traduzioni: quando non si scrive la miglior palestra é la traduzione ".