Wagner Moura, premiato con il Golden Globe come miglior attore in un film drammatico per ‘L’agente segreto’, ha rilasciato un'intervista in cui affronta il tema della verità nell’era digitale e il valore del cinema come strumento di riflessione. Il film, diretto da Kleber Mendonça Filho, arriverà nelle sale italiane il 29 gennaio, distribuito da FilmClub Distribuzione con Minerva Pictures.
Verità e “bolle” nell'era digitale
Moura afferma che “non esiste più alcuna verità e che i fatti non contano più. Al giorno d’oggi esistono solo versioni”, sottolineando come la tecnologia e i social media contribuiscano a isolare le persone nelle proprie bolle informative.
L’attore esprime preoccupazione per il declino del giornalismo, che considera un pilastro della democrazia, e teme che la verità diventi impopolare.
Il cinema come strumento di verità
Il regista Kleber Mendonça Filho condivide questa visione e vede nel cinema un mezzo per ritrovare una forma di verità. “Qualunque verità io riesca a cogliere, la trovo facendo film. Paradossalmente, oggi un film di finzione può essere più vero di un documentario”, afferma. Il film, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero e candidato brasiliano agli Oscar 2026, affronta il passato della dittatura militare brasiliana del 1977 attraverso la storia di Marcelo, un esperto di tecnologia in fuga che arriva a Recife durante il carnevale, sperando di ricongiungersi con il figlio.
Reazioni internazionali e contesto contemporaneo
Il film ha suscitato forti reazioni in diversi Paesi: in Spagna, molti spettatori hanno riconosciuto analogie con il mancato confronto con il passato franchista; in Brasile, Moura osserva che negli ultimi dieci anni si è tentato di rivivere la retorica dei “bei vecchi tempi” degli anni ’50, ’60 e ’70. Il regista aggiunge che il film parla del passato ma anche del Brasile contemporaneo, in un clima democratico più solido che consente di guardare al passato con occhi diversi.
“Qualsiasi forma d’arte è un incontro tra ciò che l’artista vuole dire e il momento storico in cui il pubblico la riceve”, conclude Moura, evidenziando il valore del film come specchio del presente.