Il 2026 si preannuncia ricco di eventi espositivi in tutta Italia, con mostre dedicate a Giotto, Bernini e Rothko, accanto a rassegne sul Liberty, i Macchiaioli e l’arte contemporanea. Di seguito, un calendario dettagliato con date, curatori e sedi.

A Brescia, Palazzo Martinengo ospiterà dal 24 gennaio al 14 giugno la mostra “Liberty”, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari. L’esposizione, con oltre cento opere tra dipinti, sculture, ceramiche e affiches, intende illustrare la nuova sensibilità artistica dei primi quindici anni del Novecento, spaziando tra pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia, arti applicate e cinema.

Nello stesso periodo, a Milano, Palazzo Reale dedicherà una mostra ai “Macchiaioli” (dal 3 febbraio al 14 giugno), con più di novanta opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi. Curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, la rassegna si articola in nove sezioni e racconta la vicenda artistica dei Macchiaioli.

Sempre a Milano, ma fino al 27 settembre, la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale accoglierà “Kiefer. Le Alchimiste”, con trentotto teleri di Anselm Kiefer dedicati alle figure femminili dell'alchimia. La mostra è visitabile solo su prenotazione.

A Roma, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini ospiteranno “Bernini e i Barberini” (dal 12 febbraio al 14 giugno), a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi.

La mostra esplora il rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e il suo primo grande committente, Maffeo Barberini (poi papa Urbano VIII), attraverso sei sezioni che ricostruiscono gli esordi e la maturità del maestro, con opere chiave come “Le Quattro Stagioni” dalla collezione Aldobrandini e il “San Sebastiano” dal Museo Thyssen‑Bornemisza.

A Rovigo, Palazzo Roverella presenta “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi” (dal 27 febbraio al 28 giugno), a cura di Francesca Dini, che mette in luce il dialogo tra tradizione e avanguardia tramite prestiti eccezionali.

Perugia celebra Giotto e San Francesco. La Galleria Nazionale dell’Umbria presenta la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” (dal 14 marzo al 14 giugno), a cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi.

L’esposizione commemora l’ottavo centenario della morte del Santo d’Assisi e illustra come l’incontro con Giotto abbia determinato una svolta figurativa dal linguaggio bizantino verso un nuovo realismo.

A Firenze, Palazzo Strozzi propone “Rothko a Firenze” (dal 14 marzo al 23 agosto), a cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, con un percorso espositivo che ripercorre la carriera dell’artista: dalle opere figurative degli anni Trenta e Quaranta alle celebri tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta.

A Genova, Palazzo Ducale ospita “Mimmo Rotella. 1945‑2005” (dal 24 aprile al 13 settembre), a cura di Alberto Fiz con la Fondazione Mimmo Rotella, con oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche, private e fondazioni, in occasione del ventennale della scomparsa dell’artista.

Infine, Venezia celebra Marina Abramović alle Gallerie dell’Accademia con “Transforming Energy” (dal 6 maggio al 19 ottobre), in concomitanza con la Biennale Arte nr. 61 e l’ottantesimo compleanno dell’artista. Curata da Shai Baitel e dalla stessa Abramović, la mostra include opere iconiche come “Imponderabilia”, “Rhythm 0”, “Light/Dark”, proiezioni di performance storiche e nuove creazioni.

Mostre 2026: significato culturale

Il calendario delle mostre del 2026 rivela una strategia curatoriale che coniuga prestigio storico, ampio pubblico e diversità artistica. La presenza di eventi dedicati a Giotto, Rothko, Rotella e Abramović testimonia la volontà di creare connessioni tra epoche e movimenti diversi, offrendo un’esperienza culturale trasversale.

L'attenzione verso il Liberty e i Macchiaioli, considerati momenti chiave dell’arte italiana ottocentesca, si affianca a rassegne monografiche di respiro internazionale.

Le sedi espositive

Le sedi delle mostre, distribuite tra Brescia, Milano, Roma, Rovigo, Perugia, Firenze, Genova e Venezia, evidenziano un notevole investimento culturale su tutto il territorio nazionale. Enti come le Gallerie Nazionali di Arte Antica, la Fondazione Palazzo Strozzi, Palazzo Ducale, la Galleria Nazionale dell’Umbria e le Gallerie dell’Accademia svolgono un ruolo centrale in questa rete espositiva, contribuendo a valorizzare i capoluoghi e i sistemi museali regionali.