Il 13 gennaio 2026, Sky Arte presenta in prima visione – anche in streaming su NOW – il documentario Sky Original “Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua”. Il film offre uno sguardo inedito sulla vita, il pensiero e l’eredità artistica di Oliviero Toscani, figura chiave della fotografia italiana del Novecento, capace di elevare l'immagine a linguaggio civile, con un impatto profondo sul costume, sulla politica e sull’immaginario collettivo.
Il regista Fabrizio Spucches, che ha collaborato con Toscani per oltre un decennio, firma il documentario. Spucches ha curato personalmente l'archivio privato del fotografo – tra immagini, video e materiali inediti – per costruire un racconto che intreccia memoria e presente, attraverso un dialogo tra maestro e allievo.
Il film include le voci di personalità che hanno affiancato Toscani nel suo percorso, tra cui Patti Smith, Fran Lebowitz, Luciano Benetton, Nicolas Ballario, Jean‑Charles de Castebajac e Vittorio Moretti. Il documentario è descritto come un viaggio nella visione di un artista che ha sfidato le convenzioni, aprendo nuove prospettive alla comunicazione visiva.
Prodotto da Sky, TIWI e AdLine Entertainment, in collaborazione con Cucù, il documentario ha beneficiato del contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura, del sostegno della Regione Emilia‑Romagna (tramite Emilia‑Romagna Film Commission), di Deloitte e del patrocinio di Fondazione Deloitte.
Inoltre, ha ottenuto la certificazione “Green Film” per la sua produzione sostenibile.
L'eredità di Oliviero Toscani
L'uscita del documentario conferma l’attenzione verso un autore che, a un anno dalla sua scomparsa, continua a essere una figura centrale nel mondo della comunicazione visiva. Attraverso l'archivio inedito di Toscani, Spucches delinea un ritratto autentico, arricchito dalle testimonianze di chi gli è stato vicino. Il film è un viaggio nella visione di un artista che ha saputo sfidare le convenzioni.
Un progetto culturale sostenibile
La produzione del documentario evidenzia una collaborazione tra pubblico e privato, coinvolgendo istituzioni culturali come il Ministero della Cultura e la Regione Emilia‑Romagna, partner economici come Deloitte, e adottando criteri di sostenibilità ambientale con la certificazione Green Film.
Questo contesto sottolinea l'importanza di un autore che ha saputo connettere l'arte visiva con la sfera civica e politica del Novecento.
“Chi mi ama mi segua” si propone come uno strumento di conoscenza critica, offrendo un ritratto di Toscani che non è solo celebrativo, ma anche interrogativo, grazie a materiali inediti e testimonianze di chi lo ha conosciuto da vicino.