Il 13 gennaio 2026, il baritono Renato Bruson, originario di Granze (Padova), compirà novant'anni. La Fondazione Arena di Verona celebrerà l'evento, definendolo “un amico, un mito, un riferimento per i cantanti di ieri, di oggi e dei secoli che verranno”. A nome dell’Arena, dei suoi lavoratori e «delle centinaia di migliaia di spettatori che compongono il suo affezionatissimo pubblico», la sovrintendente Cecilia Gasdia rivolge al maestro gli auguri, sottolineando il suo ruolo storico nell’opera lirica internazionale.

Bruson ha costruito una carriera di massimo rilievo, durata "oltre mezzo secolo", con oltre venticinque anni di presenza all’Arena di Verona.

Il suo esordio veronese risale al 1975 nel ruolo di Carlo di Vargas ne La Forza del destino, seguito da repliche nel 1978, fino a tornare quasi ininterrottamente fino al 2000, anche con la partecipazione in Nabucco, ripreso dalle telecamere della Rai. Nel corso delle stagioni areniane ha interpretato settanta serate d’opera, impersonando ruoli verdiani come Germont ne La Traviata (anche nella stagione del “battesimo” del riaperto Teatro Filarmonico, cinquant'anni fa), Rodrigo in Don Carlo, Jago in Otello, Macbeth e Nabucco, accanto a ruoli donizettiani e veristi come Lord Enrico in Lucia di Lammermoor e Gerard in Andrea Chénier.

Una carriera internazionale

Renato Bruson ha raggiunto i massimi livelli sulla scena italiana e internazionale come interprete di riferimento in ruoli belcantistici e verdiani, spaziando da Mozart alla Giovane Scuola.

La sua presenza in teatro e nella discografia (anche in video) ha documentato un’arte vocale e interpretativa di vasta risonanza, trasmessa anche attraverso l’insegnamento rivolto ai giovani cantanti.

L’Arena di Verona e il legame con Bruson

L’Arena di Verona, celebre anfiteatro romano simbolo dell’opera lirica in Italia, ha da sempre rappresentato un palcoscenico privilegiato per grandi interpreti come Bruson. La continuità delle sue presenze veronesi, che copre un arco temporale dal 1975 al 2000, ne evidenzia il legame artistico profondo con la città e la sua istituzione culturale. La testimonianza filmata di alcune sue interpretazioni, come Nabucco, sottolinea il valore documentario del suo contributo alla memoria visiva dell’opera lirica.

In questa ricorrenza, l’Arena di Verona rinnova la propria gratitudine per un artista che ha unito rilevanza vocale e impegno didattico, attraversando decenni di storia operistica con coerenza e prestigio.