Sono iniziate nella settimana del 18 febbraio 2026 le riprese de “Il mio nemico immaginario”, film che segna il debutto alla regia dell’attrice Antonia Liskova. La sceneggiatura è firmata dalla stessa Liskova insieme a Simone Poggi e Andrea Cedrola. Il film, prodotto da Minerva Pictures, Colangelo Management con Rai Cinema, si gira interamente nel Lazio, con una durata delle riprese prevista in sei settimane.
“Il mio nemico immaginario” è presentato come un racconto di formazione sospeso tra sogno e realtà. Attraverso delicatezza e ironia, esplora le dinamiche familiari e il bisogno di immaginazione come strumento di equilibrio emotivo.
Nel cast figurano Fabio Volo, Giulia Bevilacqua, Loretta Goggi, Elena Sophia Senise, Pietro Serpi, Christian Roberto, Irene Provenzi, Alessandro Piccolo e Luigi Diberti.
La protagonista è Emma, una bambina di nove anni, curiosa e fantasiosa, innamorata degli unicorni, delle astronavi e degli alberi di Natale. Vive in una famiglia atipica: la madre Sara, appassionata di gastronomia molecolare; la nonna Loredana, descritta come brillante; e il padre Leo, un insegnante di scienze severo, sempre più preoccupato per il mondo immaginifico in cui Emma sembra rifugiarsi. I genitori, vicini alla separazione, faticano a comprenderla, ma Emma trova conforto in Mojito, il suo amico immaginario. Anche Leo ritrova Bob, il suo amico immaginario d’infanzia, tornato per riallacciare un legame prima di scomparire definitivamente.
Il contesto produttivo e territoriale
“Il mio nemico immaginario” è un’opera prima diretta da Antonia Liskova e prodotta da Minerva Pictures e Rai Cinema. Le riprese sono state collocate nel Lazio, regione che ospita anche la produzione, permettendo così di valorizzare il territorio e i suoi scenari cinematografici, sia tradizionali che contemporanei.
Il significato della narrazione e dell’ambientazione
La scelta di una bambina protagonista, con un universo immaginifico così vivido e una storia familiare complessa, inserisce il film nel filone dei racconti di formazione. La narrazione si caratterizza per una forte componente emotiva e fantastica, che richiama una tradizione italiana di introspezione interiore, pur mantenendo un tono accessibile e toccante.
La regia di Antonia Liskova, attrice al suo debutto dietro la macchina da presa, aggiunge un elemento di originalità. Liskova non si limita a interpretare, ma racconta e dirige una storia che muove da una visione personale del mondo dell’infanzia, dell’immaginazione e delle relazioni familiari. L’intreccio tra sogno e realtà come linguaggio narrativo rafforza il profilo autoriale dell’opera.
Il film si inserisce inoltre in un contesto produttivo italiano dove la collaborazione tra cinema pubblico (Rai Cinema) e produzioni indipendenti come Minerva Pictures e Colangelo Management sta favorendo nuove voci e prospettive cinematografiche.