La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma dedica un'importante esposizione a Bice Lazzari, figura di riferimento dell'astrattismo italiano. La mostra, intitolata “Lazzari. Forze in dialogo”, si tiene dal 9 febbraio al 21 aprile e presenta oltre cinquanta opere che illustrano l'evoluzione artistica di Lazzari, dal figurativo all'astratto. L'evento, ospitato negli spazi della Galleria in via delle Belle Arti, mira a sottolineare il ruolo pionieristico dell'artista nella scena artistica italiana del Novecento.

Curata da Paola Ugolini, la rassegna esplora sia la produzione pittorica sia quella su carta, evidenziando il passaggio di Lazzari, a partire dal secondo dopoguerra, verso un linguaggio sempre più personale e anticonvenzionale.

La curatrice ha sottolineato come la mostra “racconti l’evoluzione di una artista che ha saputo anticipare le tendenze più radicali dell’astrattismo europeo”. Il percorso espositivo include anche prove materiche ed esperimenti con tecniche miste, riconducendo all'interesse costante dell'artista per la linea e il ritmo visivo, elementi distintivi della sua opera.

Il percorso espositivo: dal figurativo all’astratto

Bice Lazzari si è distinta fin dagli anni Venti per una ricerca stilistica originale. Dopo una fase iniziale figurativa, con nature morte e ritratti, la sua attenzione si è progressivamente focalizzata sui valori della linea, sulle strutture ritmiche e sul dialogo tra pieni e vuoti. Come documentato dall'esposizione alla GNAMC, Lazzari ha attraversato le correnti artistiche del Novecento mantenendo uno stile riconoscibile, caratterizzato da composizioni che esplorano le potenzialità espressive del segno.

Tra le opere esposte spiccano lavori storici come “Composizione” (1948) e “Linee” (1951), che segnano il graduale abbandono della figurazione a favore di un’astrazione sempre più rigorosa. Il corpus delle opere selezionate permette ai visitatori di cogliere l'autonomia intellettuale dell'artista nel contesto artistico romano e nazionale. La scelta dei materiali e le sperimentazioni tecniche, tra cui l'uso della sabbia e della colla, testimoniano l'impegno di Lazzari in una ricerca incessante nel segno della modernità e dell’indipendenza creativa.

Bice Lazzari, una vita dedicata alla ricerca artistica

Nata a Venezia nel 1900, Lazzari si trasferì a Roma nel 1935, entrando in contatto con artisti e intellettuali che hanno segnato la scena italiana della prima metà del Novecento.

Laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha costruito la propria identità artistica tra le avanguardie europee e i movimenti che hanno attraversato l’Italia del dopoguerra. Il suo lavoro è oggi conservato nelle maggiori collezioni pubbliche italiane, inclusa la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

L’attività di Lazzari è stata spesso ricondotta al superamento dei confini della tradizione, anticipando alcuni tratti propri dell’arte informale e minimali degli anni Sessanta. L'artista ha partecipato a numerose esposizioni, in Italia e all’estero, ricevendo riconoscimenti anche in ambito internazionale. Il percorso proposto dalla GNAMC consente di seguire tutte le tappe principali della carriera di Lazzari, valorizzando una figura che ha contribuito in modo determinante all’affermazione dell’astrattismo nella storia dell’arte italiana.