A Parma approda un progetto artistico diffuso firmato da Brian Eno, uno dei più influenti musicisti contemporanei. L'iniziativa, che segna il ritorno dell'artista in Italia a quattro anni dalla sua ultima creazione e dopo il prestigioso Leone d’Oro alla carriera ricevuto dalla Biennale di Venezia nel 2023, si articola in due sedi d'eccezione: il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio. Questi luoghi, da tempo chiusi e ora restituiti alla collettività, diventano palcoscenici per le installazioni e le opere audiovisive di Eno, dal 30 aprile al 2 agosto.

“My Light Years” all’Ospedale Vecchio

Nella Crociera dell’Ospedale Vecchio è allestita “My Light Years”, la più completa esposizione mai realizzata delle opere audiovisive e installazioni di Brian Eno. L'allestimento include creazioni recenti, come Face to Face (2022), accanto a molte delle sue prime installazioni luminose risalenti agli anni Settanta. L'evento trasforma un monumentale complesso storico in uno spazio di fruizione collettiva, invitando il pubblico a un'esperienza immersiva e a lunghe camminate.

“Seed” nei Giardini di San Paolo

Il Complesso di San Paolo ospita invece “Seed”, un progetto articolato in due fasi. La prima consiste nell'installazione audio site-specific Installation for Giardini di San Paolo, creata da Eno con i testi della scrittrice Ece Temelkuran.

I visitatori, muovendosi liberamente negli 8.000 metri quadrati dei Giardini, attivano tracce di musica generativa, componendo la propria colonna sonora personale. La seconda fase, curata da Alessandro Albertini, prevede un'operazione di field recording: l'opera verrà impressa su un vinile in copia unica, destinato alla collezione permanente della Casa del Suono, a sigillo della collaborazione tra l'artista e la città.

L’arte generativa secondo Eno

Brian Eno descrive il suo approccio all'arte come un atto di giardinaggio: “pianti alcuni semi e poi inizi a osservare cosa succede tra loro, come prendono vita e come interagiscono”. Questa filosofia si traduce in opere che, come un giardino, sono in continua evoluzione e diverse ogni volta che vengono esperite.

“La mia sensazione è che fare arte possa essere più utilmente pensato come il giardinaggio”, ha commentato l'artista, sottolineando come un'opera generativa “non è mai veramente finita, non c’è mai uno stato finale”.

Un progetto per la città

Il vicesindaco e assessore alla Cultura di Parma, Lorenzo Lavagetto, ha definito l'arrivo di Brian Eno un’opportunità culturale straordinaria, in linea con la vocazione internazionale della città. Il progetto, promosso dal Comune di Parma, vede il sostegno di Fondazione Cariparma per “My Light Years” e ha beneficiato del bando PAC2025 per “Seed”. L'iniziativa rappresenta un esempio di come la rigenerazione urbana possa dialogare con l'arte contemporanea, riattivando spazi storici e offrendo esperienze uniche ai cittadini.