Dal 25 febbraio al 1° marzo 2026, il Teatro India di Roma ospiterà “Il fuoco era la cura”, una creazione distopica del collettivo Sotterraneo. Lo spettacolo si ispira liberamente al celebre romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, pubblicato settant’anni fa e profeticamente ambientato negli anni ’20 del XXI secolo.

Il romanzo di Bradbury dipinge una società in cui la lettura è proibita, gli schermi televisivi dominano il tempo libero alienando il pensiero e il disagio fisico è sintomo di un malessere più profondo. I pompieri, in questa realtà distopica, non spengono incendi ma bruciano libri, e se necessario, i loro possessori.

Il fuoco era la cura attraversa e rilegge liberamente Fahrenheit 451, lo consuma come si fa con un libro amato, letto mille volte e trascinato in mille luoghi, lo sporca, lo dimentica da qualche parte e poi lo ritrova, mentre la copertina sbiadisce, la carta si scolla e le pagine si riempiono di appunti, biglietti, segnalibri e ricordi”, spiegano i cinque performer che animano la scena: Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu e Cristiana Tramparulo.

Attraverso la loro interpretazione, lo spettacolo ripercorre la storia del romanzo, identificandosi con i personaggi e mappando “i coni d’ombra, le cose che Bradbury non spiega o non racconta”. Vengono tessute linee narrative parallele e deviazioni teoriche, costruendo le cronache di un tempo intermedio tra il presente e un possibile futuro anticulturale, in cui “l’istupidimento ci salva dal fardello del pensiero complesso”.

Il lavoro originale prende ispirazione da Bradbury per ripensarlo al presente, attento agli spunti di riflessione che continua a generare.

Il collettivo Sotterraneo e la partitura performativa

Il collettivo Sotterraneo, già autore di altri lavori teatrali, presenta con “Il fuoco era la cura” una creazione che interroga l’attualità del romanzo di Bradbury attraverso una partitura performativa visivamente e ideativamente articolata. Sotterraneo ha curato ideazione e regia di questo progetto, che vede la scrittura drammaturgica di Daniele Villa, le luci di Marco Santambrogio, i costumi di Ettore Lombardi, i suoni di Simone Arganini, le coreografie di Giulio Santolini e gli oggetti di scena di Eva Sgrò.

La produzione è affidata a Teatro Metastasio di Prato, Sotterraneo, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il sostegno di Centrale Fies / Passo Nord.

Lo spettacolo sarà in scena dal 25 febbraio al 1° marzo 2026, con repliche serali alle ore 20:00, ad eccezione di domenica primo marzo, quando la rappresentazione inizierà alle ore 18:00.

Riflessione distopica nel contesto teatrale

Fahrenheit 451 è uno dei testi fondamentali della fantascienza distopica. Pubblicato nel 1953, anticipava una società in cui la cultura era vista come nemica del controllo ideologico, e il rogo dei libri diveniva simbolo dell’appiattimento intellettuale. Il romanzo ha profondamente influenzato le successive narrazioni distopiche, alimentando uno scetticismo verso le derive della tecnologia invasiva e della censura culturale.

Il fuoco era la cura” si inserisce in questo filone, riproponendo il testo come monito e specchio del presente. La collocazione al Teatro India di Roma, spazio noto per le sue stagioni innovative, sottolinea l’intenzione di portare al pubblico non solo una rappresentazione, ma una profonda riflessione sul valore della cultura e del pensiero critico nel nostro tempo.