Il 16 febbraio 2026 ha segnato l'inaugurazione del nuovo Archivio di Stato della Spezia, trasferitosi nei locali dell’ex Tribunale di via XXIV Maggio. L’evento assume un significato simbolico per la città, coincidente con l'apertura della mostra dedicata al documento noto come “La pace di Dante del 1306”, prezioso reperto custodito proprio nell’archivio spezzino. La cerimonia d’inaugurazione, presieduta dalla direttrice Chiara Mannoni e da rappresentanti istituzionali, ha celebrato il recupero di uno spazio storico cittadino e la valorizzazione di un documento di notevole rilievo per la storia nazionale.

L’Archivio è stato definito, durante l’inaugurazione, “un nuovo presidio di conoscenza e memoria per la collettività spezzina”. La struttura si propone di mettere a disposizione di studiosi e cittadini non solo materiali documentali locali, ma anche uno spazio civico dedicato all’aggregazione culturale. La mostra inaugurale pone al centro il documento in cui Dante Alighieri, in qualità di ambasciatore di Firenze presso la Marca di Lunigiana, intervenne per sancire accordi di pace nel territorio. Questo episodio rappresenta un momento emblematico della storia locale e nazionale. La direttrice Mannoni ha sottolineato come la riapertura e la valorizzazione dell’archivio costituiscano “un momento di particolare rilievo per il tessuto culturale e civile della Spezia”.

Il ruolo dell’Archivio di Stato e la mostra sulla Pace di Dante

La nuova sede dell’Archivio sostituisce la precedente struttura, ponendo grande attenzione alla conservazione e all’accessibilità del materiale documentale storico. Lo spazio, che si estende per oltre 2.500 metri quadri, si articola su più piani e include sale di consultazione, laboratori per il restauro dei documenti cartacei e un’area destinata a mostre temporanee. Il documento di maggiore pregio attualmente esposto è l’originale della cosiddetta “Pace di Castelnuovo” del 1306, alla quale Dante Alighieri prese parte facilitando gli accordi tra il vescovo di Luni e i marchesi Malaspina. Questo evento, testimoniato dagli atti originali, rappresenta un caso raro in cui la figura di Dante si intreccia direttamente con la storia diplomatica dell’Italia medievale.

La mostra, oltre a valorizzare l’antico documento, offre un percorso didattico con pannelli esplicativi e materiali multimediali che illustrano il contesto storico della Lunigiana e il ruolo svolto da Dante. Il percorso espositivo, pensato principalmente per le scuole ma aperto all’intera cittadinanza, permette di approfondire aspetti meno noti della biografia dantesca e della storia locale.

Storia e patrimonio dell’Archivio di Stato spezzino

L’Archivio di Stato della Spezia custodisce fondi documentali che coprono un arco temporale esteso dal XIII secolo fino ai giorni nostri, includendo registri, atti notarili, mappe catastali e archivi di enti locali e privati. La sua fondazione risale agli anni Cinquanta, nata dall’esigenza di conservare la memoria storica del territorio lunigianese e ligure orientale.

Nel tempo, la collezione si è arricchita grazie a numerose acquisizioni e donazioni, rendendo l’Archivio un punto di riferimento primario non solo per storici e ricercatori, ma anche per chiunque sia interessato alla storia della città e del suo territorio.

Oltre alla Pace di Dante, l’Archivio conserva molteplici atti relativi alle famiglie nobiliari lunigianesi, statuti comunali medievali e documenti inediti sulla costruzione dell’Arsenale militare spezzino. Tra le figure storiche connesse al patrimonio documentario spiccano, oltre a Dante, i membri delle casate Malaspina e Fieschi. Il trasferimento nella nuova sede, realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, garantisce migliori condizioni di conservazione e una maggiore accessibilità, rafforzando il ruolo dell’Archivio nello spazio culturale cittadino.