Il progetto “Cantare amantis est”, ideato da Riccardo Muti, ha riscosso un notevole successo al Ravenna Festival. L’iniziativa, giunta alla sua prima edizione nel 2025, ha visto la partecipazione di migliaia di appassionati di musica e canto, riuniti in un unico grande coro al Pala De André di Ravenna.
L’evento, curato da Anna Leonardi, si è configurato come una masterclass libera e gratuita sotto la guida del Maestro Muti. Il repertorio ha incluso celebri pagine corali, tra cui l’Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, la Casta Diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo da Mefistofele di Arrigo Boito.
In questa occasione, Muti ha sottolineato come «cantare e far musica insieme sia l’esempio più vivo di una società che attraverso l’armonia e la bellezza tende al bene comune».
Un’esperienza corale senza precedenti
Durante la prima edizione, svoltasi nel 2025, hanno partecipato oltre tremila coristi provenienti da ogni regione d’Italia. Tra questi, cori amatoriali, professionisti, cantori esperti e principianti, con un’età compresa tra i quattro e gli ottantasette anni. Sono stati coinvolti centinaia di cori e coristi singoli, distribuiti per timbro nelle diverse sezioni vocali, in un’esperienza di coralità collettiva unica. Il Maestro si è detto commosso dalla partecipazione: «vengono da ovunque e pare siano stati sempre insieme, perché il sentimento li ha uniti»; ha definito l’evento «un vero miracolo» e un esempio da diffondere.
In quell’occasione sono state eseguite alcune delle pagine più significative di Giuseppe Verdi, come Va’ pensiero da Nabucco, Patria oppressa! da Macbeth e Jerusalem! da I Lombardi alla prima crociata. Muti ha guidato i partecipanti con il suo consueto rigore, chiedendo «cantate con spirito musicale» e sottolineando che «il coro (…) è una entità di individui» da armonizzare e non cancellare. La conclusione dell’Inno di Mameli, senza il “sì” finale – assente nel manoscritto originale secondo Muti – ha suscitato un momento di forte partecipazione identitaria e riflessiva.
Valore culturale e sociale del progetto
“Cantare amantis est” si inserisce nel solco delle Vie dell’Amicizia, la lunga rete di iniziative ideata da Muti che da oltre un quarto di secolo percorre il mondo portando la musica come messaggio di pace.
L’esperienza corale rappresenta un ponte tra generazioni, territori e sensibilità diverse, unendo in modo spontaneo cultura e solidarietà.
Il Ravenna Festival continua così a puntare su esperienze inclusive, gratuite e collettive, in un’ottica di coesione nazionale attraverso la benevolenza del canto. L’obiettivo è consolidare nel tempo una formula capace di unire in una voce unica e non uniformata, stimolando una partecipazione capillare e consapevole alla cultura musicale.