NAPOLI, 20 febbraio 2026 – All’indomani del tragico incendio che ha devastato il Teatro Sannazaro, «storico gioiello della tradizione teatrale e simbolo della memoria collettiva», i sei Teatri Nazionali – Teatro di Napoli, Teatro di Roma, Teatro di Torino, Teatro di Genova, Teatro del Veneto ed Emilia Romagna Teatro Ert – si stringono «in un abbraccio solidale alla proprietà, ai gestori, agli artisti e a tutta la comunità napoletana». È stata attivata una rete di sostegno per il ritorno alla luce di questo palcoscenico straordinario.

Con spirito comunitario e responsabilità civile, le istituzioni teatrali coinvolte promuovono una campagna di sensibilizzazione rivolta al pubblico, invitando tutti gli spettatori a «contribuire alla rinascita del Sannazaro con un grande gesto di partecipazione collettiva».

Presto saranno diffusi l’IBAN di un conto corrente dedicato e i dettagli sulle modalità di donazione, che permetteranno al pubblico di contribuire direttamente alla ricostruzione.

Il Teatro Sannazaro: stima dei danni e urgenza d'intervento

L’incendio che ha distrutto il Sannazaro, autentico tempio della comicità napoletana, ha causato danni stimati dagli esperti tra i sessanta e i settanta milioni di euro. L’evento sottolinea l'urgenza di un intervento non solo emotivo, ma anche strutturale e finanziario in favore del teatro.

Storia e importanza del Teatro Sannazaro

Inaugurato il 26 dicembre 1847 grazie all’impegno del duca di Marigliano, don Giulio Mastrilli, il Teatro Sannazaro è stato un pilastro della tradizione teatrale napoletana.

Progettato da Fausto Niccolini e realizzato sotto la direzione degli architetti Antonio e Gennaro France, fu definito dai cronisti dell’epoca un «jolie bouquet». Decorato in bianco e oro con affreschi sul soffitto, disponeva di quattro ordini di palchi, otto bégnoires, una platea, un loggione da cinquantacinque poltrone e quindici palchi.

Sul suo palcoscenico si sono esibiti grandi interpreti come Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Ernesto Rossi ed Ermete Novelli. Tra i drammaturghi, Eduardo Scarpetta ottenne successi stellari con testi quali Li nepute d'o sinnaco e Santarella. Quest'ultima, rappresentata nel 1889, registrò oltre cento repliche, consacrando l’idea che quel palcoscenico “portava bene”.

Il Sannazaro ha ospitato inoltre commedie e drammi firmati da Gabriele D’Annunzio, Roberto Bracco, Ferdinando Russo, Ernesto Murolo e Libero Bovio.

La campagna avviata dai Teatri Nazionali assume così un valore simbolico: non soltanto la ricostruzione di un edificio, ma il recupero di una memoria collettiva e di un patrimonio identitario radicato in Napoli e in tutta Italia.