Una missione archeologica congiunta, composta da esperti sino-egiziani, ha portato alla luce un tempio risalente alla XXVI dinastia faraonica. La scoperta è avvenuta nell'area di Mit Rahina, identificata con l'antica Menfi, situata a circa trentacinque chilometri a sud del Cairo. L'annuncio è stato dato dal Ministero egiziano per le Antichità, sottolineando la rilevanza del ritrovamento per la comprensione di una delle dinastie più significative della storia egiziana. L'operazione di scavo, parte della campagna archeologica 2025-2026, si configura come un contributo di primaria importanza allo studio della tarda età faraonica.
Il tempio è stato individuato a una profondità di circa due metri e la sua struttura è realizzata in pietra calcarea. Durante gli scavi sono emersi diversi elementi architettonici, tra cui colonne, blocchi scolpiti e resti di mura decorate. Il capo della missione egiziana, Mustafa Waziri, ha evidenziato come il ritrovamento “arricchisca la conoscenza della struttura urbana e religiosa di Menfi”, fornendo al contempo nuove informazioni sulle pratiche cultuali e architettoniche dell’epoca tardo-faraonica. La struttura del tempio appare rettangolare e si ipotizza fosse dedicato a una divinità specifica dell'epoca, sebbene siano in corso ulteriori indagini per confermare l'identità della divinità principale venerata.
Menfi e il sito di Mit Rahina
Menfi, che per lungo tempo ha rappresentato la capitale dell’antico Egitto, conserva ancora oggi resti monumentali di eccezionale valore storico. Il sito archeologico di Mit Rahina si distingue come uno dei complessi egizi più estesi e oggetto di studio, noto per la presenza di colossi, templi e frammenti architettonici che abbracciano differenti epoche storiche. Quest'area, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, ospita anche il celebre Museo di Mit Rahina, custode di importanti testimonianze archeologiche, tra cui la statua colossale di Ramses II e numerosi reperti di epoca faraonica e tarda.
La collaborazione tra istituzioni egiziane e cinesi testimonia un comune interesse per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio archeologico.
L’accordo di cooperazione non si limita alla ricerca di nuove scoperte, ma include anche progetti di restauro e programmi di formazione per giovani archeologi, con l'obiettivo di promuovere la ricerca egittologica a livello internazionale.
La XXVI dinastia e l’archeologia contemporanea
La XXVI dinastia, conosciuta anche come dinastia saitica, ha governato l’Egitto tra il VII e il VI secolo a.C. Questo periodo è stato caratterizzato da un notevole rinnovamento artistico e architettonico, unito a una marcata apertura verso l’esterno, come dimostrano gli influssi stranieri presenti nell’arte e nelle tecniche costruttive. Durante questo periodo, Menfi mantenne il suo ruolo di centro nevralgico religioso, politico e amministrativo.
La recente scoperta archeologica arricchisce ulteriormente il quadro delle conoscenze su questa fase storica egiziana, offrendo nuovi dati preziosi sulle pratiche rituali e sullo sviluppo urbano dell’area memfita.
Le informazioni raccolte dalla missione archeologica saranno fondamentali per affinare la mappatura archeologica di Mit Rahina e forniranno strumenti essenziali per la conservazione e la valorizzazione del sito. Le scoperte contribuiscono, inoltre, ad approfondire il ruolo svolto dalla XXVI dinastia nell’evoluzione dell’architettura templare egizia.