Il Padiglione Italia alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia sarà animato dal progetto “Con te con tutto”, affidato all’artista Chiara Camoni e curato da Cecilia Canziani. L’annuncio ufficiale è avvenuto il 10 marzo 2026, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma. L’evento ha visto gli interventi di Angelo Piero Cappello, Commissario del Padiglione Italia e Direttore Generale della Creatività Contemporanea, della curatrice Cecilia Canziani, dell’artista Chiara Camoni e del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha chiuso i lavori con un messaggio video.
Il ministro Giuli ha evidenziato la capacità dell’artista di coniugare arte e natura, sottolineando la sua attenzione verso forme decorative novecentesche e suggestioni culturali antiche, con un particolare riferimento all’eredità etrusca. Questa combinazione genera un linguaggio capace di unire dimensione simbolica e leggibilità, risultando accessibile e stratificato al contempo.
Il progetto curatoriale e artistico
L’installazione “Con te con tutto”, promossa dal Ministero della Cultura e curata da Cecilia Canziani, assume un forte valore simbolico nell’ambito della Biennale di Venezia, una delle più rilevanti manifestazioni dedicate all’arte contemporanea a livello mondiale.
L’opera sarà allestita nelle Tese dell’Arsenale, spazio dedicato alle presentazioni nazionali e internazionali.
Il progetto è stato selezionato tra proposte finaliste a livello nazionale. Il Ministero ha premiato l’approccio della curatrice, che ha sviluppato una visione di “magical materialism”, capace di “antichizzare il presente”. Questa visione evoca la mediterraneità e trasforma la natura in un laboratorio artistico vivente. Centrale è il concetto di creatività condivisa e l’importanza dell’amicizia femminile, superando la paternità artistica e rivalutando saperi artigianali accostati alle arti visive. Ne deriva un linguaggio innovativo che reinventa forme tradizionali, rimescolando categorie tra arti maggiori e minori.
La prospettiva offerta ripercorre idealmente la scultura italiana dall’età arcaica al Novecento, integrata con pratiche di co-creation contemporanee.
Chiara Camoni: ricerca e riconoscimento
Chiara Camoni (Piacenza, 1974; vive e lavora a Seravezza) si è distinta per la sua ricerca focalizzata sui margini e le soglie del visibile. L’artista coglie gesti, contesti e frammenti appartenenti alle periferie della storia e della realtà quotidiana. I suoi lavori rielaborano una memoria antica e stratificata, mostrando affinità con l’arte etrusca. Generano una commistione tra forme modificate, elementi vegetali che emergono da contesti tradizionali e momenti d’uso comune, riattualizzando la quotidianità attraverso materia e sedimentazione.
Prima della Biennale 2026, Camoni ha ottenuto significativa visibilità internazionale. In Spagna, al Museo Patio Herreriano di Valladolid, le è stata dedicata la sua prima mostra personale, con due installazioni site-sensitive pensate in dialogo con gli spazi del chiostro rinascimentale del museo. A Valladolid, la sua sensibilità è stata riconosciuta per la capacità di instaurare un dialogo tra l’opera e l’ambiente espositivo.
Nel 2024, Camoni è stata protagonista della mostra collettiva “Colorescenze. Artiste, Toscana, Futuro” al Centro Pecci di Prato. Qui ha presentato l’opera “Sister (del Ravaneto)”, acquisita grazie al PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, a testimonianza del crescente riconoscimento istituzionale del suo operato nel panorama dell’arte contemporanea.
Il Padiglione Italia di Venezia 2026 diviene così il fulcro di un percorso che intreccia matericità, memoria, prassi artigianali e creazione condivisa, al centro di una rassegna internazionale di grande rilievo. La proposta di Camoni, con la curatela di Canziani, offre una riflessione sul presente mediata dal confronto con il passato e la natura, costruendo un ponte tra le tradizioni artistiche italiane e le pratiche contemporanee.