L’11 marzo 2026 segna la riapertura al pubblico del Museo archeologico nazionale di Capo Colonna, situato a pochi chilometri da Crotone. L’intervento di rinnovamento ha mirato a ridefinire spazi, linguaggi e funzioni, restituendo al territorio un luogo simbolo della memoria storica della costa ionica.
Il direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, ha sottolineato come la riapertura rappresenti una tappa significativa nel percorso di valorizzazione dei Parchi, realizzata secondo le più recenti linee di indirizzo in tema di accessibilità cognitiva del ministero della Cultura.
Il progetto è stato reso possibile grazie a importanti investimenti pubblici, in primo luogo quelli del Pnrr, affiancati da ulteriori risorse statali destinate alla tutela e valorizzazione dei Parchi.
Il restyling e le innovazioni
Gli interventi hanno interessato il riallestimento degli spazi espositivi, l’introduzione di nuovi apparati informativi e didattici, e il potenziamento dei sistemi di comunicazione e mediazione culturale. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità fisica e cognitiva, alla sicurezza, all’efficienza degli impianti e alla rifunzionalizzazione degli ambienti destinati ai servizi educativi e alle attività di studio e ricerca.
Il museo e il contesto archeologico
Il Museo archeologico nazionale di Capo Colonna è concepito per integrare la visita al Parco archeologico omonimo, sito dell’antico santuario di Hera Lacinia, cuore religioso della colonia greca di Kroton. Organizzato in tre sezioni – “Terra”, “Sacro” e “Mare” – il museo offre un percorso espositivo che abbraccia diverse epoche storiche.
La sezione “Terra” presenta reperti della colonia romana (194 a.C. - II secolo d.C.), tra cui monete, anfore e ceramiche. La sezione “Sacro” espone statuette votive in bronzo, oro e argento, vasi corinzi, attici ed eolii, e frammenti marmorei del frontone del tempio del V secolo a.C. La sezione “Mare” raccoglie reperti subacquei, come basi e cippi marmorei, un gruppo marmoreo raffigurante Amore e Psiche e un bronzetto di Eracle con la Cerva.
Inaugurato nel 2002, il museo è ospitato in un edificio a livello unico, parzialmente interrato e costruito con materiali a basso impatto ambientale, in armonia con il paesaggio della costa crotonese.
Il Parco archeologico si estende su circa cinquanta ettari, comprendendo la cinta muraria del VI secolo a.C., la Via Sacra, il tempio dorico di Hera Lacinia (di cui resta una colonna monumentale), strutture complementari del IV secolo a.C., una villa romana e un balneum termale del III secolo d.C.
Il museo istituisce così una connessione forte tra il patrimonio materiale esposto e il contesto ambientale e storico, offrendo al visitatore una lettura organica e immersiva del santuario, del paesaggio e delle stratificazioni culturali millenarie.