Emanuela Caso è una giovane fotografa romana: nata nel 1984, si occupa spesso nei suoi reportage di tematiche piuttosto attuali legate al lavoro, allo sfruttamento, alle disparità economiche. Questi temi sono riassunti nel suo ultimo reportage dal titolo "Women" di cui ci ha parlato nel corso dell'intervista.
Da dove nasce il reportage fotografico?
“DONNE” nasce come reportage fotografico per poi divenire un progetto trasversale contemplando temi sociali, antropologici e culturali.
L'ispirazione prende forma dal grave incendio, forse doloso, avvenuto nella fabbrica Trangle di New York più di un secolo fa.
Lo stabilimento occupava gli ultimi tre piani di un palazzo che ne contava dieci, ed il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio sprigionatosi all'ottavo piano della Triangle Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza erano giovani donne italiane o ebree dell'Europa orientale.
Sessantasei di questi perirono nel disperato tentativo di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita. I proprietari della fabbrica Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e tenevano chiusi a chiave gli operai per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo lasciando morire le donne e gli uomini rimasti intrappolati.
Il processo che seguì l'evento infausto vide assolti i proprietari e l'assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni vittima. Il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari. Da allora l'evoluzione dei tempi ha visto la nascita di leggi progressiste, che hanno caratterizzato gran parte del secondo dopoguerra fino alla fine del XX° Secolo, accompagnate di pari passo dall'emancipazione femminile con il suo culmine nel decennio 1970/1980. Per poi essere riassorbite nei trent'anni successivi con l'involuzione regressiva di politiche neo-conservatrici e reazionarie".
Come si suddivide il progetto?
"Il progetto che mi vede impegnata in questo reportage, si snoda percorrendo diversi Paesi del mondo e ritrae scatti estemporanei estrapolati in un contesto femminile, contestualizzando povertà, disagi e diritti non ampiamente conquistati.
Seppur l'ispirazione nasce da un aneddoto storico, la finalità è quella di ripercorrere le strade ed i cambiamenti dei diritti sul lavoro sino ad oggi".
Ripercorriamo l'episodio della fabbrica di Triangle
"Dell'accaduto della fabbrica di Triangle si conosce ben poco. Ad assistere alla tragica scena dei corpi che si lanciarono dallo stabile, ci fu Frances Perkins: colei che divenne Segretario del lavoro sotto la Presidenza di Franklin D. Roosvelt. Passeggiava per Washington Place, in quel quartiere che si divide tra poveri e ricchi. Dal quel giorno, la Perkins giurò a se stessa che analoghe disgrazie non potenziali più accadute. Dedicò la sua vita con dure battaglie sociali e politiche, al miglioramento della condizione dei lavoratori, in particolare delle donne lavoratrici ritenute le più esposte e le meno tutelate.
Inizio' da lì a poco il suo iter di controlli nelle fabbriche manifatturiere di New York, facendo eseguire perizie e procedure che prevedevano anche la cura delle stesse operaie. Grazie alle sue iniziative siamo tutelati dall'indennità di lavoro, dal salario minimo e da numerose leggi sulla prevenzione degli incidenti sul posto di lavoro. Tali leggi hanno poi preso modello in tutti i Paesi del mondo.
I messaggi di divulgazione attraverso il progetto e le foto scattate sono molteplici. Portare all'attenzione in primis non lo stereotipo della perfezione come molti mass-media e riviste inducono alla società attuale, bensì una donna che valorizzi di più la sua autostima e la sua personalità. Le donne messicane, indiane e africane conosciute sia in Italia che nei viaggi trascorsi, nonostante disagi e condizioni di vita non ottimali, risultano avere uno stato vitale spesso più radioso e combattivo rispetto alle donne occidentali".
Hai parlato di emancipazione lenta
"Il percorso di "DONNE" evidenzia una dura realtà: “In ogni parte del mondo le donne vivono uno stato di insoddisfazione e modi di vita contrastanti o di incompleto benessere”. I modelli forzati imposti dal consumismo e dall'imperante globalizzazione non portano necessariamente ad un benessere dell'individuo, bensì a ridurre l'unicità e la cultura dei diversi popoli. L'emancipazione è lenta e spesso contraddittoria. I poteri lottano affinché tutto il mondo possa avere internet, una condizione non strettamente contraddittoria. benefica e risolutiva. Ci sono donne in Bangladesh che lavorano per 13 ore al giorno e percepiscono uno stipendio di circa 29 euro mensili. In Occidente, invece, i diritti sul lavoro stanno diminuendo vistosamente già da una trentina d'anni: maternità, permessi, malattie vengono interpretati spesso come privilegi e non diritti ".