Il Teatro Greco di Siracusa si prepara ad accogliere un'opera di straordinaria rilevanza storica e tematica: I Persiani di Eschilo. Questa tragedia, la più antica pervenuta integralmente, sarà protagonista della stagione 2026 dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Inda). La regia è affidata ad Àlex Ollé, che promette una messa in scena capace di riflettere sullo «smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata». La riflessione sull’«illusione della perpetuità del potere», concepita tre anni fa, acquista oggi una sorprendente e inquietante attualità.
Il programma 2026 dell’Inda e il contesto istituzionale
La stagione teatrale, che si svolgerà dal 13 aprile al 28 giugno, vedrà sul palco, oltre a I Persiani, anche Alcesti di Euripide, Antigone di Sofocle e una versione scenica dell’Iliade. Le quattro anteprime dedicate alle scuole si terranno dal 13 al 16 aprile. Il debutto ufficiale de I Persiani è fissato per il 13 giugno, con la traduzione di Walter Lapini.
La stagione, presentata dalla consigliera delegata dell’Inda Marina Valensise, include quattro produzioni principali: Alcesti (regia di Filippo Dini, traduzione di Elena Fabbro), Antigone (regia di Robert Carsen, traduzione di Francesco Morosi), I Persiani (regia di Àlex Ollé, traduzione di Walter Lapini) e l’Iliade (regia di Giuliano Peparini).
Quest’ultima inaugura il ciclo con le anteprime scolastiche dal 13 al 16 aprile, per poi tornare in scena dal 14 al 27 giugno con interpreti quali Vinicio Marchioni nel ruolo dell’Aedo e Giuseppe Sartori nei panni di Achille. La versione scenica dell’Iliade è tradotta da Francesco Morosi, con le musiche originali di Beppe Vessicchio.
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha lodato il programma definendolo «una visione attuale tre grandi tragedie del repertorio classico». Ha inoltre sottolineato come all’Istituto Nazionale del Dramma Antico «spetti il compito di custodire, tramandare e far rivivere un elemento essenziale della nostra tradizione, vale a dire del nostro avvenire».
Il significato dell’allestimento de I Persiani
Rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene, I Persiani è un testo di fondamentale importanza, essendo la più antica tragedia completa giunta fino ai giorni nostri. La vicenda si ambienta a Susa, capitale persiana, dove la regina Atossa attende con ansia notizie sulla spedizione di Serse. L’attesa è interrotta dall’arrivo di un messaggero che annuncia la disastrosa sconfitta persiana a Salamina, un evento emblematico della hybris del potere.
La scelta di mettere in scena questa tragedia nel suggestivo Teatro Greco di Siracusa, luogo intriso di storia e architettura antica, crea un potente dialogo tra passato e presente. Il contrasto tra la rovina del potere e il suo effimero esercizio risuona con forza.
Il fatto che questa produzione, pianificata tre anni fa, si riveli oggi così pertinente, dimostra la forza intramontabile del testo di Eschilo e la capacità del teatro classico di fungere da specchio dell’umana condizione.