Il 12 marzo 2026, il Teatro Mercadante di Napoli ospita il debutto de “I turni”, la nuova commedia firmata da Cristina Comencini. L’opera, descritta come una “dolceamara, tragicomica commedia”, narra del ritrovarsi di tre fratelli. La regista, autrice anche del testo e della drammaturgia, mette in scena le sorelle Diana e Patrizia. Diana, pragmatica e nervosa, e Patrizia, sorridente e spensierata, si alternano ogni domenica nell’accudimento della madre morente, nei giorni in cui la badante è assente. L’arrivo inatteso del fratello Stefano innesca una resa dei conti domestica.

Confinati in casa fino alla sua partenza, i tre fratelli si scoprono prigionieri delle proprie vite, della famiglia e dei ricordi. Attraverso dialoghi serrati e un ritmo incalzante, senza un istante di silenzio, riaffiorano memorie, dolore e desideri di libertà.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro di Napoli, resterà in scena al Mercadante fino al 15 marzo, per poi intraprendere una tournée che prenderà il via dal Teatro Marrucino di Chieti il 21 e 22 marzo.

Il contesto e la tournée

La commedia si interroga profondamente sulla natura della famiglia: “Che cosa è una famiglia se non tutti chiusi dentro?”. Le tensioni tra apparenza e intimità, tra ruoli imposti e desideri inespressi, emergono con delicatezza e forza.

Gli interpreti principali sono Iaia Forte, Licia Maglietta e Andrea Renzi, uniti da una consolidata alchimia scenica. La regia di Comencini, le scene essenziali di Paola Comencini, i costumi eleganti di Chiara Ferrantini e le luci calibrate di Gigi Saccomandi contribuiscono a creare un’atmosfera intensa e concentrata, capace di catturare il pubblico fino al caloroso applauso finale.

La prima nazionale al Mercadante segna l’avvio di una tournée che toccherà anche il Teatro Marrucino di Chieti il 21 e 22 marzo 2026. La stagione 2025-2026 del Teatro di Napoli, insieme a Enfi Teatro, sostiene questa produzione, confermando l’impegno nella promozione di opere inedite sul territorio nazionale e nella riflessione su temi attuali quali l’accudimento familiare e i cambiamenti dei ruoli domestici.

Il testo e la messinscena

La commedia si distingue per una scrittura vivace e tagliente, dove il dialogo procede incessante. In appena un’ora e un quarto di spettacolo, Comencini costruisce una dinamica familiare riconoscibile e universale. Il passato riemerge come gioco, consolazione e via di fuga. Le relazioni tra i personaggi si svelano in un continuo alternarsi di crudeltà e tenerezza, con i ricordi d’infanzia che diventano occasione di riscatto e possibilità di trasformazione. L’effetto è potenziato dalle scene essenziali e dal ritmo incalzante che mantiene alta l’attenzione.

Nel corso della pièce, il pubblico assiste a un ribaltamento dei ruoli, a un ritorno giocoso alla tenerezza e all’indefinitezza dell’infanzia, con i protagonisti che, attraverso la fantasia, ritornano bambini. Questo passaggio da ruoli adulti rigidi a una dimensione emotiva più fluida funge da metafora del bisogno di recuperare slancio e leggerezza, opponendosi ai confini imposti dalla vita quotidiana.