Isabel Allende presenta il suo nuovo libro, La parola magica. Una vita scritta, in uscita il 9 aprile in lingua spagnola per Plaza y Janés. Il lancio è previsto in Spagna, America Latina e Stati Uniti.

Nel volume, l’autrice ripercorre il legame profondo con la scrittura, raccontandone il valore esistenziale prima ancora che professionale. Il libro intreccia memoria personale e riflessioni sul mestiere di narratrice, esplorando i temi dell’ispirazione, della disciplina e della costruzione delle storie.

Allende richiama l’8 gennaio 1981, data in cui iniziò una lettera al nonno morente durante l’esilio.

Da quelle pagine nacque La casa degli spiriti, il romanzo che la consacrò a livello internazionale. Con una franchezza luminosa, l’autrice affronta il dolore per la perdita della figlia Paula e la decisione di tornare a scrivere, esperienza narrata nel romanzo omonimo. Affronta inoltre il tema della censura e dei nuovi divieti che colpiscono la narrativa contemporanea.

Tra aneddoti e confessioni, Allende offre una vera e propria guida pratica alla scrittura: come nasce una storia, come si trova la voce narrante, come si costruiscono i personaggi e la scrittura, fino alla scelta della prima frase. “La letteratura è magica”, afferma Allende, descrivendo la scrittura come un processo misterioso e quasi medianico, una forma di meditazione e una necessità vitale, più che una professione.

Poche settimane dopo l’uscita del libro, il 29 aprile, Amazon Prime Video distribuirà in oltre 240 Paesi la prima serie in lingua spagnola tratta dal suo romanzo d’esordio, La casa degli spiriti.

Un memoir-alchimia tra vita e mestiere

Il memoir si configura come uno sguardo intimo, che mostra il percorso personale e professionale dell’autrice attraverso la scrittura. Collegando eventi esistenziali fondamentali — l’esilio, l’inizio creativo dell’8 gennaio 1981, il dolore per la perdita della figlia — Allende si mostra come “narratrice” e autrice in dialogo con se stessa, in cui la scrittura è “forma di meditazione e necessità vitale”.

In questo senso, La parola magica assume il valore di guida pratica, ma anche di confessione autentica.

Non si limita a descrivere il mestiere, ma lo vive. Il ricordo dell’inizio della sua opera più celebre — La casa degli spiriti — da una lettera scritta al nonno morente, si affianca ai consigli sul processo creativo, delineando un libro che è intimo e auto-riflessivo al tempo stesso.

Contesto dell’autrice e scenari culturali

Isabel Allende è la scrittrice in lingua spagnola più letta al mondo, con oltre ottanta milioni di copie vendute, riconosciuta con la Medaglia presidenziale della libertà nel 2014. Il suo percorso letterario è caratterizzato da un rapporto solido con tematiche come l’identità, l’esilio e il femminismo, ambientate spesso nel contesto cileno.

La scrittura, per la sua natura organica e misteriosa, ha già ispirato adattamenti significativi: la serie tratta da La casa degli spiriti, in uscita il 29 aprile su Amazon Prime Video in oltre 240 Paesi, testimonia il rinnovato interesse globale per la sua opera d’esordio, riscrittasi in forma audiovisiva contemporanea e transmediale.

In questo libro, la scrittura non è solamente strumento narrativo: è “parola magica”, ossia la materia attraverso cui si costruiscono mondi, si sanano dolori, si esercita la memoria e si svela la propria esperienza di donna, madre, esule.