Il 3 aprile debutta su Netflix "Non abbiam bisogno di parole", una nuova produzione italiana ispirata alla pellicola francese "La famiglia Belier". Diretto da Luca Ribuoli, il film narra la storia di Eletta, sedicenne udente in una famiglia di persone sorde, divisa tra la passione per il canto e la devozione verso i genitori e il fratello. La protagonista è Sarah Toscano, vincitrice di Amici, al suo debutto come attrice, affiancata da artisti sordi come Antonio Iorillo, Emilio e Carola Insolera, che interpretano rispettivamente il padre e la madre di Eletta, per un'autentica rappresentazione della comunità sorda.
La scelta di coinvolgere attori sordi è cruciale per il regista Luca Ribuoli, che ha affermato: "Non abbiam bisogno di parole intende elevare lo standard della rappresentazione mediatica, promuovendo storie con personaggi sottorappresentati in ruoli centrali e non stereotipati: personaggi a tutto tondo, con desideri, qualità, difetti e agency narrativa". Emilio e Carola Insolera, coppia anche nella vita, hanno evidenziato la netta differenza rispetto all'originale francese, dove i ruoli dei sordi erano interpretati da attori udenti: "La differenza con La famiglia Belier è abissale; scegliere attori non sordi ha prodotto un risultato non autentico, mentre era fondamentale rappresentare ciò che siamo realmente.
La nostra cultura è immensa e molte delle nostre idee sono state accolte dalla produzione". Antonio Iorillo ha aggiunto: "Ogni giorno affrontiamo barriere e difficoltà; a me capita addirittura che mi parlino in inglese, per questo dobbiamo lottare per i nostri diritti".
Musica, famiglia e l'importanza dell'inclusione
Nel film, Eletta, interpretata da Sarah Toscano, si trova di fronte a una scelta cruciale: perseguire il sogno di un'audizione per una prestigiosa scuola di musica, incoraggiata dalla sua insegnante (Serena Rossi), o mantenere il suo ruolo di "Coda" – acronimo di "child of deaf adults" – all'interno della famiglia. Questa dinamica di mediazione tra due mondi si riflette anche nel brano originale "Atlantide", cantato da Toscano e disponibile anch'esso dal 3 aprile.
L'attrice ha descritto l'intenso lavoro di immedesimazione: "Diventare una 'coda' ha richiesto tanto lavoro, ho preso lezioni di Lis per tre mesi e i colleghi mi hanno aiutata tantissimo. Da loro ho scoperto che i sordi non guardano le mani per capirsi, ma si guardano negli occhi e che per chiamare qualcuno che non sente basta battere su un tavolo per fargli percepire le vibrazioni".
La pellicola pone particolare enfasi sul tema dell'integrazione, illustrata da scene in cui la docente di musica impara la Lis per comunicare con la famiglia di Eletta, e dalla valorizzazione del gesto nella cultura italiana. Carola Insolera ha sottolineato che "il primo passo sarebbe imparare tutti la Lis", promuovendo così una reale inclusione delle persone sorde nella società.
Dall'ispirazione internazionale all'autenticità italiana
"Non abbiam bisogno di parole" si ispira a "La famiglia Belier" di Eric Lartigau, già oggetto di un remake americano, "Coda", premiato con tre Oscar. La nuova versione italiana, prodotta da Our Films per Netflix in collaborazione con PiperFilm e Circle One, si distingue per l'approccio più attento e autentico. Il cast include, oltre a Sarah Toscano e Serena Rossi, Alessandro Parigi, Emilio e Carola Insolera, Antonio Iorillo e Asia Corvino. L'affidamento dei ruoli principali a interpreti realmente sordi rappresenta un significativo cambio di paradigma rispetto alle precedenti trasposizioni e risponde al crescente interesse globale per narrazioni che ritraggono accuratamente le persone con disabilità.
Netflix prosegue la valorizzazione di storie inclusive e di talenti emergenti italiani. Sarah Toscano ha espresso il suo entusiasmo: "Mi sono innamorata del cinema e vorrei continuare questo percorso". L'uscita del film segna un progresso per il cinema italiano, evidenziando l'importanza dell'autenticità nella scelta degli attori e nell'esplorazione delle diverse identità culturali presenti nel paese. In Italia, la comunità sorda conta oltre 77.000 persone riconosciute a livello nazionale e la Lingua dei Segni Italiana ha ottenuto un graduale riconoscimento istituzionale. Progetti come "Non abbiam bisogno di parole" amplificano queste istanze su una piattaforma globale come Netflix.
Il film sarà disponibile in esclusiva sulla piattaforma di streaming a partire dal 3 aprile.