Dal 4 all’8 marzo 2026, l’ITC Teatro di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, ospiterà lo spettacolo "Liberata". L’opera, scritta e diretta da Nicola Bonazzi, è una produzione della compagnia Teatro dell’Argine e vede in scena Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Andrea Gadda e Frida Zerbinati.
L’ultima replica, prevista per domenica 8 marzo alle ore 17, si inserisce nell’iniziativa "Uscire per motivi spettacolari". Questo progetto offre biglietti gratuiti per rappresentazioni teatrali a persone detenute che beneficiano di permessi premio o che scontano la pena attraverso misure alternative al carcere.
"Liberata" è descritto come un racconto di violenza domestica, ambientato in una provincia fuori dal tempo, dove quattro personaggi, mossi da furori indomabili, mettono in scena le proprie storie. La critica ha lodato lo spettacolo definendolo "toccante, traumatico e genuino", una "meraviglia di ritmo e pathos" caratterizzata da colori forti, coraggio e un'estetica pop, in uno spaccato surreal-fantastico.
Un ponte tra teatro e detenzione
Il progetto "Uscire per motivi spettacolari" è promosso dalla Camera Penale di Bologna Franco Bricola, in collaborazione con l’Osservatorio Diritti umani, carcere e altri luoghi di privazione della libertà, e con il sostegno dell’attore Alessandro Bergonzoni. L’iniziativa coinvolge diversi teatri bolognesi, tra cui l’ITC Teatro, con l’obiettivo di favorire la socialità per i detenuti in permesso, permettendo loro di "sedersi accanto a qualsiasi altra persona".
Teatro dell’Argine: impegno sociale e culturale
La compagnia Teatro dell’Argine, fondata nel 1994 a San Lazzaro di Savena, gestisce dal 1998 l’ITC Teatro. La struttura è un centro nevralgico per stagioni teatrali, corsi, laboratori, produzioni e progetti di teatro sociale, interculturale ed educativo. La direzione artistica della compagnia è affidata a Nicola Bonazzi, Micaela Casalboni e Andrea Paolucci.
L’inclusione dei detenuti nella replica dell’8 marzo sottolinea la vocazione del teatro come strumento di integrazione e recupero sociale. Il progetto "Uscire per motivi spettacolari" trasforma questo impegno in realtà, proponendo gli spettacoli non solo come momenti culturali, ma come occasioni di rigenerazione e partecipazione comunitaria.
Questa forma di accesso al teatro da parte dei detenuti si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo delle arti nelle carceri, evidenziando come la cultura possa contribuire a un reinserimento umano e sociale, rendendo visibili realtà spesso relegate nell'invisibilità.