Milano celebra i settantacinque anni di “Miracolo a Milano”, il film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, con una nuova produzione teatrale al Piccolo Teatro Strehler. La prima assoluta è in programma il 4 marzo, con repliche fino al 1° aprile 2026. La regia, affidata a Claudio Longhi, vede Lino Guanciale interpretare l’orfano Totò e Giulia Lazzarini nel ruolo di Lolotta. L'evento si configura come uno dei principali appuntamenti teatrali milanesi dell’anno, rappresentando “un omaggio alla città, al suo mito e alla sua complessità umana, sospeso tra realismo e favola, tra cronaca e dimensione visionaria”.

Lo spettacolo non si limita a riproporre il film del 1951, accolto all’epoca tra accuse di “consolazione” e sospetti di “eversione”, ma reinventa l’opera attraverso un “attraversamento di linguaggi”. La sceneggiatura, il romanzo Totò il buono e scritti meno noti di Zavattini confluiscono in una drammaturgia originale curata da Paolo Di Paolo insieme a collaboratori, sotto la direzione artistica del teatro. Claudio Longhi ha dichiarato: “Da quando sono arrivato a Milano ho sentito l’urgenza di raccontare teatralmente la città”.

Il linguaggio del copione mescola il milanese più musicale, popolare e colto, con inserti dialettali che diventano veicolo di un immaginario urbano. L’attore protagonista ha commentato: “È stata una sfida radicale – ma anche un’esperienza appassionante – il teatro permette di vivere l’identità come un cantiere aperto”.

Al centro della scena resta il legame tra Totò, “figlio inventato” di Lolotta, e questa madre che lo nutre di racconti e fantasie. Guanciale ha aggiunto: “Ho fatto incontrare Totò con il Peer Gynt di Henrik Ibsen – lavorando sulla loro comune attitudine a trasfigurare la realtà attraverso la narrazione”.

Contesto urbano e simbolico di un classico

Il celebre volo sulle scope sopra piazza Duomo – immagine iconica del film originale – diventa emblematico anche nella versione teatrale. Secondo l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, «c’è un legame viscerale tra Miracolo a Milano e la città, dall’immagine iconica delle scope volanti sul Duomo all’affetto che Milano continua a tributare a uno dei capolavori del nostro cinema.

Mancava uno sguardo teatrale contemporaneo su quest’opera: il Piccolo colma questa lacuna».

Lo spettacolo nasce dunque come cortocircuito tra passato e presente e si pone idealmente in dialogo con il teatro di Brecht, interrogando il futuro di Milano e del Paese. La partecipazione in scena delle allieve e degli allievi della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” rafforza l’idea della compagnia come comunità, restituendo un volto plurale della città.

Il legame tra cinema, letteratura e identità milanese

La produzione non si limita a un tributo cinematografico: intreccia letteratura, memoria civile e visione teatrale. Raccoglie materiali diversificati – sceneggiatura, romanzo, scritti meno noti – e li traduce in un linguaggio teatrale che evoca l’identità milanese, con il coraggio di rappresentare l’urbano come luogo di immaginazione e trasformazione.

La presenza di Giulia Lazzarini, che durante le repliche compirà novantadue anni in un anno che celebra anche il quarantennale di Elvira, ruolo a lei affidato da Giorgio Strehler, segna un ponte tra passato e presente del Piccolo Teatro e conferma l’intenzione di valorizzare una comunità artistica radicata nella storia milanese.