Si è spento stamattina a Roma Giorgio Gosetti, figura di spicco nel panorama del giornalismo cinematografico italiano. Storico critico e collaboratore di lunga data dell’ANSA, Gosetti, nato a Venezia il 6 febbraio 1956, è stato un intellettuale poliedrico: «giornalista, critico, direttore di festival, fondatore di festival, docente, operatore culturale», come recita una sintesi della sua vasta esperienza, lasciando un'impronta indelebile nella cultura del cinema in Italia. I funerali si terranno domani, sabato 7 marzo, alle ore 15 nella chiesa di Santa Teresa, in Corso d’Italia 37, a Roma.

La Biennale di Venezia ha espresso il proprio cordoglio, ricordandolo come «giornalista, critico cinematografico, ideatore di festival instancabile e fra i più creativi, fondamentale collaboratore della Mostra del Cinema negli anni ’80 e ’90». La nota sottolinea come la sua scomparsa «lascia un grande vuoto nella comunità dei festival, nella cultura cinematografica italiana, e in tutti quelli che hanno avuto modo di conoscere e apprezzare la sua professionalità, la sua saggezza, i suoi modi gentili e umani».

Un percorso di rigore critico e visione organizzativa

L’attività di Gosetti è iniziata nel 1980 con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, durante il rilancio del Settore Cinema sotto la direzione artistica di Carlo Lizzani.

Ha proseguito la sua collaborazione con i successivi direttori Gian Luigi Rondi e Gillo Pontecorvo, di cui è stato stretto collaboratore, curando anche la sezione “Notti veneziane” tra il 1992 e il 1996. Nel 2004 ha fondato e diretto le Giornate degli Autori, sezione collaterale e autonoma della Mostra di Venezia, dedicandovi impegno costante fino all’ultimo.

Il suo profilo emerge come quello di un intellettuale multidimensionale: non solo critico e giornalista, ma anche promotore di manifestazioni cinematografiche di respiro internazionale. La sua carriera, iniziata negli anni Ottanta, ha attraversato decenni di trasformazioni nel sistema dei festival, contribuendo in modo significativo alla costruzione di sezioni chiave.

La sua presidenza dell’Associazione Festival Italiani di Cinema e la direzione di Italia Cinema attestano ulteriormente il suo impegno organizzativo di lungo periodo, mantenendo sempre un legame con l’attività giornalistica, la scrittura per ANSA e ciak, e l’insegnamento.

L'eredità di un protagonista del cinema italiano

L’impegno con la Biennale e la Mostra di Venezia, iniziato nel 1980, si è esteso per oltre un ventennio, caratterizzato da una costante presenza nella curatela e nell’ideazione di sezioni fondamentali. La creazione delle Giornate degli Autori nel 2004 rappresenta un traguardo significativo: una sezione «collaterale e autonoma» che ancora oggi costituisce una delle voci più indipendenti e originali della Mostra.

Parallelamente, il suo ruolo alla presidenza dell’Associazione Festival Italiani di Cinema e la direzione di Italia Cinema testimoniano la sua centralità nell’ecosistema culturale nazionale. Gosetti ha saputo armonizzare la penna del critico con la visione dello stratega culturale, diventando una figura chiave sia per la scrittura che per la promozione attiva del cinema italiano nel mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto importante nella cultura cinematografica italiana: la perdita di un punto di riferimento per i festival e per chi, come lui, ha saputo coniugare rigore intellettuale, dedizione organizzativa e profonda umanità.