L’edizione 2026 degli Oscar, la 98ª nella storia dell’Academy, ha portato con sé una serie di record e momenti inediti nel mondo del cinema internazionale. La cerimonia, tenutasi a Los Angeles, si è distinta per primati importanti che segnano una svolta in diverse categorie. Tra le figure di spicco, Autumn Durald Arkapaw si è imposta come la prima donna, e prima donna di colore, a ricevere la statuetta per la miglior fotografia, grazie al suo lavoro in “Sinners – I peccatori”. Un risultato che segna una pietra miliare per l’Academy e per il settore della direzione della fotografia, tradizionalmente dominato da uomini.
Jessie Buckley, interprete irlandese, è diventata la prima donna del suo Paese a vincere il premio come miglior attrice protagonista, dopo che solo Saoirse Ronan e Ruth Negga erano state candidate. Michael B. Jordan è entrato nella storia come il sesto attore afroamericano a ottenere il riconoscimento come miglior attore protagonista. Oltre a seguire le orme di nomi illustri quali Sidney Poitier, Denzel Washington, Jamie Foxx, Forest Whitaker e Will Smith, Jordan ha anche stabilito il primato come primo interprete a conseguire l’Oscar per la parte di due gemelli in un unico film.
Vittorie storiche e nuovi riconoscimenti
Uno degli episodi più significativi di questa edizione è il traguardo raggiunto da Sean Penn, che, dopo la vittoria come miglior attore non protagonista per “Una battaglia dopo l’altra”, ha raggiunto il ristretto club di attori e attrici premiati tre volte agli Oscar per la recitazione.
In questa cerchia figurano personalità come Ingrid Bergman, Katharine Hepburn, Walter Brennan, Jack Nicholson, Meryl Streep, Daniel Day-Lewis e Frances McDormand. Altro record notevole riguarda Amy Madigan, la quale ha ottenuto la sua prima statuetta a quarant’anni dalla prima candidatura (1986), superando il precedente primato di Geraldine Page, che attese trentadue anni tra la prima nomination e la vittoria.
Novità dell’edizione è stata l’introduzione del premio per il miglior casting, attribuito per la prima volta a Cassandra Kulukundis, premiata per il lungo sodalizio professionale con il regista Paul Thomas Anderson. Tra le sorprese anche il successo di “KPop Demon Hunters”, il primo film animato non prodotto da Pixar o Disney a vincere sia come miglior film d’animazione sia come miglior canzone originale.
Quest’ultimo riconoscimento è andato a “Golden”, la prima canzone K-pop vincitrice di un Oscar.
Ex aequo e l'impatto dell'inclusività
L’Oscar 2026 è stato teatro anche di un raro caso di ex aequo: nella categoria dei corti live action, il premio è stato condiviso tra “Two People Exchanging Saliva” e “The Singers”. Si tratta della settima occorrenza di un ex aequo nella storia dell’Academy, l’ultima delle quali risaliva al 2012. Il dato conferma quanto questa cerimonia sia stata singolare nel panorama dell’assegnazione dei premi cinematografici.
Annunci come quelli riguardanti Autumn Durald Arkapaw sono di rilievo non solo per i risultati raggiunti, ma anche perché segnano progressi in un percorso di inclusività e rappresentazione che coinvolge tutta l’industria.
La vittoria di Arkapaw – quarantasei anni, statunitense – per la miglior cinematografia in “Sinners”, diretto da Ryan Coogler, è segnalata come una svolta per la presenza femminile dietro la macchina da presa, categoria finora quasi esclusivamente maschile. L’evento, tra numeri, record e prime volte, ha dunque confermato la capacità degli Oscar di farsi specchio dei cambiamenti sociali e delle nuove tendenze del cinema mondiale.