Il regista Paolo Genovese, figura di spicco del cinema italiano, ha recentemente condiviso le sue riflessioni sul ruolo della commedia e sulle sfide future del settore. Durante una masterclass a Cortinametraggio 2026, Genovese ha sottolineato come la voglia di ridere sia una costante universale, un bisogno intrinseco di ogni epoca.
“La voglia di ridere c’è sempre,” ha affermato Genovese, “il riso è qualcosa di unico che non puoi scegliere, arriva spontaneo se ci sono le condizioni, arriva trasversale e accade per tutti nello stesso modo ovunque.” Questa ricerca di leggerezza e di sensazioni positive è, a suo dire, particolarmente sentita oggi, offrendo al pubblico un senso di comfort e sicurezza molto necessario.
Genovese ha appena completato le riprese del suo nuovo film, “Il rumore delle cose nuove”, tratto dal suo libro edito da Einaudi. La pellicola vanta un cast corale di attori affermati, tra cui Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce, Rolando Ravello e Claudio Santamaria. Il progetto si inserisce nei suoi successi, come il pluripremiato “Perfetti sconosciuti” e “Follemente”.
Originalità e rischio nel cinema
Nel dialogo con i giovani registi a Cortinametraggio, Genovese ha posto l'accento sull'importanza dell'originalità nel cinema. Ha esortato i nuovi talenti a non seguire mode, ma a osare e rischiare nuove vie narrative.
“Oggi il leitmotiv è: facciamo quello che piace al pubblico.
Invece dovrebbe essere: facciamo quello che potrebbe piacere. Per uscire dagli schemi, per incontrare il nuovo, te la devi rischiare,” ha spiegato il regista. Un principio che Genovese stesso ha applicato con successo: la realizzazione di “Perfetti sconosciuti”, film di successo internazionale, frutto della sua perseveranza dopo numerosi rifiuti.
La richiesta di leggerezza e comicità, ha ricordato Genovese, è un fenomeno ciclico nell'intrattenimento, specie in periodi complessi. Ha citato Charlie Chaplin simbolo di come il riso sia sempre stato fondamentale. Il festival Cortinametraggio, che vide il debutto di Genovese con il corto “Supereroi”, continua a essere un punto di riferimento e un trampolino per i nuovi talenti.
Intelligenza Artificiale: minaccia o stimolo?
Un altro tema di grande attualità affrontato è stato l'impatto crescente dell'intelligenza artificiale (IA) nel cinema, con attenzione alla scrittura di sceneggiature. Genovese ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla rapidità con cui questa tecnologia si sta evolvendo, temendo che possa rimpiazzare l'arte e compromettere il futuro di molti professionisti.
“È pericolosa, fa paura perché potrebbe rimpiazzare l’arte, ed è sconsolante. Temo che la velocità con cui si sta evolvendo sarà tale per cui molti di noi non faranno più questo lavoro,” ha dichiarato. Il regista ha evidenziato come l'IA sia già in grado di generare prodotti "discreti", mettendo a rischio chi si colloca in questo range.
Un'esperienza personale con la traduzione di una sceneggiatura tramite IA, capace di cogliere personaggi, ironia e sarcasmo, lo ha convinto che il lavoro dello sceneggiatore sia ormai completamente stravolto.
Questa rivoluzione tecnologica, se da un lato è preoccupante, dall'altro spinge i creativi a essere "più bravi", a superare la mediocrità. L'arte, espressione profondamente umana, dovrà evolversi attraverso il rischio e l'originalità, distinguendosi da ciò che l'IA può replicare. Solo così, secondo Genovese, si potrà affrontare la sfida e preservare il valore unico del mestiere umano nel cinema.