Il Rijksmuseum di Amsterdam ha annunciato l'autenticazione di un dipinto finora non riconosciuto, intitolato “Visione di Zaccaria nel Tempio” (1633), come vera opera di Rembrandt van Rijn. L'opera era stata inizialmente esclusa dall'attribuzione a Rembrandt nel 1960 e da allora conservata in collezioni private. Solo grazie a «tecniche avanzate», già impiegate durante il restauro su larga scala de La Ronda di Notte, i ricercatori del museo sono riusciti a verificarne l'autenticità. L'esame ha evidenziato che «l'analisi dei materiali, le somiglianze stilistiche e tematiche, le modifiche apportate da Rembrandt e la qualità complessiva del dipinto confermano la conclusione che questo dipinto è un’opera autentica di Rembrandt van Rijn».
Il dipinto sarà esposto al pubblico a partire dal 4 marzo, grazie a un prestito a lungo termine al museo.
Il soggetto e il periodo artistico
L'opera raffigura il sommo sacerdote Zaccaria, immerso nell'ombra, con i contorni e i paramenti dorati illuminati da una luce proveniente dall'angolo superiore destro, evocando l'arrivo dell'arcangelo Gabriele. Secondo i ricercatori, il dipinto risale al periodo in cui Rembrandt aveva circa ventisette anni, quindi poco dopo il suo trasferimento da Leida ad Amsterdam. Il direttore Taco Dibbits ha sottolineato: «È un bellissimo esempio del modo unico in cui Rembrandt racconta le storie».
Analisi scientifica e confronto stilistico: la conferma di autenticità
Uno studio, riportato da fonti giornalistiche internazionali, conferma e arricchisce il quadro: il dipinto, intitolato “Vision of Zacharias in the Temple”, era rimasto per decenni in una collezione privata, acquistato nel 1961, e ritenuto inizialmente opera della bottega di Rembrandt.
Dopo due anni di approfondite analisi tecniche, tra cui scansioni macro X‑ray fluorescence e comparazioni con pigmenti di opere coeve dell'artista, è stato definitivamente attribuito al maestro. Gli studiosi Jonathan Bikker e Petria Noble hanno evidenziato come precedenti de‑attribuzioni fossero basate su fotografie di bassa qualità, piuttosto che su un esame diretto del dipinto.
Il museo ha descritto la scoperta come un «ago in un pagliaio» per l'eccezionalità del ritrovamento. Il dipinto entrerà a far parte della collezione più estesa al mondo di opere autentiche di Rembrandt esposte nel museo.
Il Rijksmuseum e l'eredità di Rembrandt
Il Rijksmuseum è già noto per la sua eccezionale collezione di opere di Rembrandt e Old Masters.
Nel 2025 ha accolto oltre 2,3 milioni di visitatori e ha implementato progetti digitali avanzati, compresa l'introduzione di una funzione di ricerca visiva tramite intelligenza artificiale. Tra le iniziative recenti, l'istituto ha intrapreso l'ambizioso progetto “Operation Night Watch”, dedicato al restauro e alla ricerca sul celebre dipinto La Ronda di Notte.
Nel contesto ampliato di questo patrimonio, la scoperta di “Visione di Zaccaria nel Tempio” rappresenta un arricchimento significativo. Non solo per la qualità dell'opera, ma anche per il contributo che offre alla comprensione dell'evoluzione stilistica del giovane Rembrandt, in un periodo cruciale della sua formazione artistica e del suo ingresso nella scena artistica di Amsterdam.