Il 5 marzo 2026 segna una data cruciale per Verona: il Ministero della Cultura ha formalizzato l'acquisto dell'ex cinema Astra, un edificio storico risalente agli anni Trenta e chiuso dal 2001. La decisione giunge a seguito della scoperta, durante lavori per un garage, di un significativo sito archeologico di epoca romana. Le prime ipotesi suggeriscono si tratti di un albergo o di una villa di lusso risalente al II secolo dopo Cristo. L'atto di acquisizione è stato siglato dopo un sopralluogo del ministro Alessandro Giuli, accompagnato dal sottosegretario Gianmarco Mazzi e dalla famiglia D’Ippolito, proprietaria dell'immobile.
L'operazione, definita cruciale per restituire alla città un luogo di straordinaria bellezza antica, ha comportato una spesa ministeriale di svariati milioni. Alla firma erano presenti anche Luigi La Rocca, Fabrizio Magani, Andrea Rosignoli e Brunella Bruno.
Un tesoro sotterraneo: affreschi, mosaici e venti ambienti
Il ministro Giuli ha sottolineato l'impegno del Ministero e della Soprintendenza per una cultura viva, evidenziando la sinergia con il sottosegretario Mazzi per la valorizzazione di Verona. «Questa è una combinazione vincente», ha affermato. Verona si riappropria così della possibilità di fruire di un luogo di eccezionale valore storico, dove un sito archeologico di straordinaria importanza non resterà inerte, ma sarà conosciuto e valorizzato.
Il sottosegretario Mazzi ha paragonato il sito a uno «Stargate di Verona», prevedendo che possa ospitare anche eventi culturali e musicali, in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona. Il progetto esecutivo per la valorizzazione è già in fase avanzata.
La rilevanza archeologica del sito è emersa con forza già nel dicembre 2023, con un'apertura straordinaria al pubblico promossa dal Ministero. Quest'ultimo ha finanziato i restauri per rendere visibili le tecniche costruttive e l’evoluzione del complesso, danneggiato da un incendio tra il III e il IV secolo d.C. Il sito si compone di venti ampie stanze, impreziosite da affreschi in rosso pompeiano e grigio antracite del I secolo d.C. e da mosaici della seconda metà del II secolo, straordinariamente ben conservati.
Già nel novembre 2025 si ventilava la rinascita dell'ex Astra come museo archeologico. Sotto la sala di via Oberdan si cela una domus o un albergo di lusso ante litteram, con circa quattrocento metri quadrati di decorazioni, affreschi, mosaici e un sofisticato sistema di riscaldamento. Questo ritrovamento è stato definito tra i più importanti per la città. Dopo anni di degrado e tentativi di riconversione commerciale, si è optato per trasformarlo in uno spazio pubblico e culturale.
Contesto e prospettive: dal cinema storico al museo immersivo
L'ex cinema Astra, inaugurato nel 1937, ha rappresentato a lungo un simbolo della vita sociale veronese. Nel 2004, durante scavi per una multisala interrata, emersero già indizi di un vasto complesso romano sotto la platea.
Le murature, conservate per oltre un metro, presentano intonaci decorati e impianti di riscaldamento. Solo nel 2023 le indagini archeologiche sono state completate, avviando l'analisi dei reperti e del sito, la cui funzione è descritta come di «complessità archeologica»: non chiaramente una domus né un edificio termale, ma probabilmente destinato all'ospitalità.
Il nuovo polo museale integrerà la tutela del patrimonio con tecnologie espositive avanzate, preservando l'architettura originale. L'obiettivo è offrire un'esperienza unitaria dove «la memoria storica del cinema diventerà palcoscenico per la valorizzazione del patrimonio antico». Il progetto si inserisce nel più ampio piano di valorizzazione culturale urbana di Verona, restituendo alla collettività un sito di eccezionale valore storico, architettonico e identitario.
L'acquisizione dell'ex cinema Astra da parte del Ministero della Cultura apre una nuova fase per Verona. Un luogo simbolo della socialità ottocentesca si trasforma ora in uno spazio archeologico visitabile, capace di narrare due millenni di storia, coniugando memoria, architettura e interesse pubblico in un unico percorso culturale.