Il Maxxi di Roma ospita, dal 2 aprile al 20 settembre, la mostra "Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi". L'esposizione, che riunisce oltre trecento opere di centotrenta artisti, indaga l'arte italiana dal secondo dopoguerra attraverso la lente dell'ironia e dell'antiretorica. Curata da Andrea Bellini (Centre d’Art Contemporain di Ginevra) e Francesco Stocchi (Maxxi), l'esposizione si fonda sul concetto di "intenzione anti-tragica" del filosofo Giorgio Agamben, offrendo una lettura alternativa della storia artistica nazionale.
Punto di partenza è un'opera di Lucio Fontana del 1958: una carta intelata con la scritta "Io sono un santo" sul fronte e "Io sono una carogna" sul retro. Questo lavoro, un ironico autoritratto che sfida la retorica dell'artista sacrale, apre un percorso attraverso settant'anni di pratiche artistiche. Tra gli artisti figurano Pino Pascali, Maurizio Cattelan (con il papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite), Tano Festa, Giosetta Fioroni ("Coppie"), ed Elena Bellantoni ("Ruinate", un esercito di donne ribelli). Opere iconiche come "Merda d’artista" di Piero Manzoni si affiancano a lavori meno noti e alle ricerche delle nuove generazioni.
L'ironia come chiave di lettura e il dialogo tra le opere
La mostra si distingue per l'assenza di un ordinamento cronologico. Le opere, invece, dialogano tra loro in un confronto inedito tra produzioni celebri e meno conosciute, restituendo una visione stratificata del tragicomico nell'arte italiana. Francesco Stocchi spiega che questa scelta rappresenta "l’adozione di uno sguardo ampio sull’arte italiana nel tempo, sottolineando in particolare un suo atteggiamento costante rispetto alla negoziazione del tragico e al ricorso all’ironia come paradosso e deviazione ambivalente". Esempi di questa attitudine sono "Italia all’asta" di Luciano Fabro, con la sagoma della penisola "infilzata", e "Confabula" di Jacopo Belloni, dove alcune stufe "dialogano" metaforicamente.
Maria Emanuela Bruni, presidente del Maxxi, sottolinea come l'ironia e il tragicomico siano tratti distintivi della cultura italiana, dalla letteratura (Dante, Pirandello) al cinema (dal neorealismo alla commedia all'italiana). Questa sensibilità nazionale, già evidenziata da Agamben, si riflette nell'allestimento e nella ricorrenza dei quarant'anni dalla prima mostra al MoMA sulla commedia all'italiana. Bruni cita Charlie Chaplin: "La vita è una tragedia se è vista da vicino ma una commedia se vista da lontano", riassumendo l'approccio distaccato alla gravità degli eventi.
Il Maxxi: un faro per l'arte contemporanea italiana
A sedici anni dalla sua apertura, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo conferma la sua vocazione a documentare e interpretare gli sviluppi della creatività italiana.
Il Maxxi, inaugurato nel 2010 e progettato da Zaha Hadid, si è affermato come istituzione leader per l'arte e l'architettura contemporanee. L'allestimento di "Tragicomica" rafforza il ruolo del museo nel presentare contenuti inediti e riletture della produzione artistica nazionale, promuovendo il dialogo tra diverse generazioni e stili. La mostra invita a riflettere sull'evoluzione stilistica, sui linguaggi e sulle modalità con cui senso critico, dissacrazione, ironia e provocazione hanno ampliato il canone artistico nazionale.