La Giuria internazionale della Biennale Arte di Venezia ha annunciato una decisione significativa: i Paesi i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale non saranno considerati per i premi. Questa determinazione, comunicata il 23 aprile 2026, comporta l'esclusione di Russia e Israele dalla competizione per i prestigiosi Leoni d’Oro e d’Argento. La scelta è stata ufficializzata dalla presidente Solange Farkas, insieme ai membri Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi.

La nota diffusa dalla Giuria sottolinea l'intenzione di ribadire “l’impegno per la difesa dei diritti umani nello spirito del progetto curatoriale di Koyo Kouoh”.

Tale pronunciamento evidenzia un chiaro allineamento tra il processo decisionale della Giuria e il tema curatoriale di questa edizione, con un riferimento diretto alle attuali tensioni politiche internazionali e agli sviluppi delle relazioni diplomatiche tra gli Stati.

La posizione della Biennale Arte di Venezia

La Biennale Arte di Venezia si conferma una delle piattaforme globali più rilevanti per la promozione dell’arte contemporanea. La scelta di escludere due padiglioni nazionali, basata sulle accuse internazionali rivolte ai loro leader politici, dimostra la volontà della giuria di reagire concretamente agli scenari geopolitici in corso. Il comunicato evidenzia come questa determinazione sia pienamente coerente con lo "spirito del progetto curatoriale di Koyo Kouoh", che è improntato ai valori universali dei diritti umani e all’affermazione della responsabilità etica nelle pratiche artistiche e istituzionali.

I Leoni d’Oro e d’Argento rappresentano le onorificenze più prestigiose conferite nell’ambito della Biennale. La decisione attuale assume un valore di grande rilevanza non solo per la cronaca artistica, ma anche per il dibattito internazionale sui complessi rapporti tra arte, istituzioni e politica.

Contesto storico e le prese di posizione della Biennale

Fondata nel 1895, la Biennale di Venezia è stata spesso al centro di discussioni internazionali, riflettendo le dinamiche storiche e politiche più ampie. Nel corso degli anni, la manifestazione ha attraversato periodi di tensione diplomatica, con sospensioni di padiglioni e prese di posizione su questioni etiche legate alle libertà degli artisti e dei popoli rappresentati.

Il principio di autonomia curatoriale e la difesa dei valori culturali universalmente riconosciuti hanno costantemente guidato le scelte operate dall’organizzazione e dalle giurie internazionali.

La presenza dei padiglioni nazionali di Russia e Israele ha caratterizzato diverse edizioni della Biennale, con artisti che hanno offerto contributi significativi alla narrazione artistica dell’evento. Tuttavia, la correlazione tra gli attuali contesti geopolitici e l’operato della Corte penale internazionale ha condotto la giuria, quest’anno, a una scelta senza precedenti nell’assegnazione dei premi principali. Questo episodio riafferma come la Biennale Arte di Venezia non sia solo un crocevia di espressioni artistiche, ma anche uno spazio sensibile alle implicazioni sociali e politiche dei Paesi partecipanti.