La Biennale d’Arte di Venezia è nuovamente al centro di un acceso dibattito internazionale, in vista dell’inaugurazione del 9 maggio 2026. Dopo le polemiche sulla partecipazione della Russia, settanta tra artisti e curatori della mostra principale "In Minor Keys" hanno lanciato un appello. Tramite lettera aperta, chiedono l’esclusione di Israele e Stati Uniti, oltre alla Russia, appellandosi a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione. L’obiettivo è allontanare "tutti i governi che stanno attivamente commettendo crimini di guerra".
La missiva denuncia "forme crescenti di oppressione sistemica, disuguaglianze e cancellazione, inclusi il genocidio e la pulizia etnica in Palestina, Sudan e Myanmar, nonché la violenza dilagante, l’occupazione e la guerra" in numerosi altri Paesi.
Si sottolinea che "c’è una soglia oltre la quale la partecipazione alla Biennale non dovrebbe essere normalizzata". Tra i firmatari figurano nomi noti come Alfredo Jaar, Tabita Rezaire, Pio Abad, Zoe Leonard e Galas Porras-Kim.
La posizione della Biennale e il dibattito sulla neutralità
La Fondazione Venezia, presieduta da Buttafuoco, mantiene una ferma posizione di neutralità e apertura. La Biennale si definisce "istituzione aperta", dove le Partecipazioni Nazionali "nascono da iniziative spontanee". Ogni Paese riconosciuto dalla Repubblica Italiana può chiedere di partecipare, comunicando la propria presenza o tramite lettera ufficiale. Viene ribadito che "la Biennale esclude qualsiasi forma di chiusura o censura della cultura e dell’arte", considerandosi un "luogo di dialogo, apertura e libertà artistica", auspicando la fine dei conflitti.
Gli artisti e curatori firmatari criticano apertamente questa neutralità, sostenendo che "consentire la partecipazione a governi che stanno attivamente commettendo crimini di guerra, atrocità e genocidio non è neutralità". A loro avviso, "una comunità di nazioni può esistere solo se gli Stati vengono sanzionati quando violano il diritto internazionale e i diritti umani". Trattandosi dell’evento artistico più grande e visibile al mondo, "la posizione della Biennale ha un impatto enorme" nel panorama globale.
Precedenti proteste e l'evoluzione del contesto
Questa mobilitazione segue una precedente lettera di marzo, nella quale 178 tra artisti e operatori della cultura della Biennale 2026 avevano già richiesto l’esclusione di Israele.
Il documento, promosso dalla piattaforma internazionale Art Not Genocide Alliance (ANGA), aveva alimentato la discussione sul ruolo politico della manifestazione. La Commissione europea aveva anche minacciato il ritiro di 2 milioni di euro di finanziamenti per la presenza russa.
La protesta odierna coinvolge direttamente la mostra principale della Biennale, "In Minor Keys", curata fino al 2025 da Koyo Kouoh, scomparsa improvvisamente a maggio 2025. Tre dei suoi collaboratori, Rasha Salti, Gabe Beckhurst Feijoo e Rory Tsapayi, sono tra i firmatari dell’appello. La lettera fa riferimento anche al padiglione israeliano, rappresentato per l’edizione 2026 da Belu-Simion Fainaru, nonostante la ristrutturazione del suo padiglione permanente ai Giardini.
Storia e gestione delle partecipazioni nazionali
Fondata nel 1895, la Biennale di Venezia è una delle più antiche e prestigiose istituzioni culturali globali. L’Esposizione Internazionale d’Arte, la sezione più nota, è strutturata con padiglioni nazionali ai Giardini di Castello e all’Arsenale. La partecipazione degli Stati avviene su invito o comunicazione ufficiale, basandosi storicamente sull’apertura a tutti i Paesi riconosciuti, senza valutazioni di merito politico.
Nel corso degli anni, la Biennale ha affrontato questioni politiche e diplomatiche legate alle adesioni statali, ma la Fondazione ha sempre difeso la libertà d’espressione e il dialogo tra le culture. Anche di fronte alle attuali tensioni, la direzione mantiene una linea di neutralità, riaffermando il ruolo della rassegna come "luogo di incontro e vicinanza fra i popoli". Nonostante le richieste, ad oggi non sono previste esclusioni di partecipazioni nazionali per l’edizione 2026.