La ventiseiesima edizione del Festival del Cinema Italiano in Giappone si inaugura, confermandosi un appuntamento di rilievo per la promozione dell’audiovisivo nazionale. L’evento si tiene a Tokyo dal 1 al 6 maggio 2026 e a Osaka il 9 e 10 maggio. Organizzato da Cinecittà, gli Istituti Italiani di Cultura di Tokyo e Osaka, e Asahi Shimbun, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, il Festival è un punto di riferimento strategico per il cinema italiano nel mercato nipponico.

Quattordici titoli sono stati selezionati da Takashi Matsuura e dagli Istituti Italiani di Cultura.

Circa il 40% delle opere presentate trova poi distribuzione nelle sale giapponesi, a testimonianza dell’efficacia della rassegna. Il programma include film di registi come Ludovica Rampoldi, Paolo Virzì, Ferzan Ozpetek, Mario Martone, Valeria Golino, Gabriele Mainetti, Riccardo Milani e Gianfranco Rosi, con sette titoli replicati a Osaka.

Incontri, Diplomazia e Sinergie

Una delegazione artistica italiana, con nomi di rilievo quali Gabriele Mainetti, Riccardo Milani, Ferzan Ozpetek, Ludovica Rampoldi, Gianfranco Rosi e Margherita Spampinato, incontrerà il pubblico giapponese. Il Festival si svolge durante la Golden Week, garantendo ampia affluenza. L’Ambasciatore Mario Vattani ha sottolineato la straordinaria rilevanza di questa edizione, che celebra il 160° anniversario dei rapporti Italia-Giappone.

La rassegna è anche un’occasione di cooperazione per le coproduzioni cinematografiche, favorendo investimenti e sinergie. Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà, ha evidenziato il ruolo dell’istituzione nella diplomazia culturale italiana.

Programmazione e Impatto Duraturo

L’edizione 2026 ha incluso una ricca programmazione collaterale: l’IIC Tokyo ha organizzato “Mercoledì con il cinema italiano” e un ciclo di proiezioni online per tutto il Giappone, con cortometraggi di maestri come Bellocchio, Martone e Ozpetek. Nato oltre venticinque anni fa, il Festival si è affermato come una delle principali vetrine internazionali. Manuela Cacciamani di Cinecittà, ha descritto il Festival come un «passaporto dei nostri cineasti», consolidando il Giappone come meta cruciale e asset strategico per la crescita dell’audiovisivo nazionale, anche grazie al recente accordo di coproduzione.