Un finanziamento di 600mila euro dal ministero della Cultura al film 'Tf45 – Kilo Point', tratto dal romanzo del neo sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, ha scatenato polemiche. La decisione, presa dalla commissione ‘selettivi’ del MIC pochi giorni dopo la nomina di Cannella, ha generato ampie critiche. Il film narra operazioni militari italiane in Afghanistan.

Diretto da Maximiliano H. Bruno, il progetto ha destato scalpore anche perché la commissione ha contemporaneamente respinto un documentario su Giulio Regeni e l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.

Questa disparità ha causato le dimissioni di membri della commissione. Uno di loro aveva segnalato l'inopportunità di finanziare un film legato a un politico in carica, ricevendo la replica: «E allora Walter Veltroni?»

Reazioni politiche, interrogazioni e legami di 'Tf45'

La polemica è giunta in Parlamento. PD e M5S hanno presentato interrogazioni. Andrea Casu (PD) ha criticato la «capacità nel reperire risorse» per progetti con legami governativi. Senatori PD hanno parlato di «melonismo senza vergogna», chiedendo l’intervento del governo. Gaetano Amato (M5S) ha interrogato sulla posizione di Cannella: in Aula, come rappresentante del MIC o come «coautore» del film? Casu ha definito la mancata attribuzione di fondi al documentario su Regeni una «ferita politicamente molto grave».

Le opposizioni hanno suggerito di destinare le risorse di 'Tf45' alla sicurezza pubblica, sbloccando assunzioni nelle forze dell’ordine. Il progetto 'Tf45', respinto nel 2024, ha ottenuto il via libera nel 2025, dopo una modifica. La vera Task Force 45 in Afghanistan (2006) era guidata dall’europarlamentare Roberto Vannacci, collegando la narrazione a figure politiche. Il regista Maximiliano H. Bruno è una «vecchia conoscenza» di Fratelli d’Italia, avendo diretto 'Red Land (Rosso Istria)', film sulle foibe sostenuto da Giorgia Meloni. Questo legame con la maggioranza e la rapidità del finanziamento hanno accresciuto la controversia.

Dichiarazioni ministeriali e implicazioni del caso

Il neoministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ex sottosegretario alla Cultura, ha negato ogni responsabilità nel finanziamento, dichiarando di essersi occupato solo di attività culturali dal vivo, non di cinema.

Il caso continua a essere al centro del dibattito culturale e politico italiano, sollevando questioni di trasparenza, interesse pubblico nei finanziamenti e potenziali conflitti di interesse per chi, ricoprendo ruoli istituzionali, beneficia di fondi per opere autoriali.