“Questo teatro non è in vendita”, “Questo teatro non si dovrebbe vendere”: è il messaggio lanciato da Fiorello, che ha pubblicato su Instagram un video in cui, insieme a Biggio, attacca due cartelli all’ingresso del Teatro delle Vittorie, in via Col di Lana a Roma.
"È un crimine contro la storia dello spettacolo italiano. Questo teatro non di dovrebbe vendere, non si dovrebbe neanche pensare di venderlo, per quello che si è vissuto là dentro, per il grande varietà, i grandi Fantastico di Pippo Baudo, e poi Raffaella Carrà, Mina...Tutti i grandi dello spettacolo sono stati qua dentro", afferma Fiorello, annunciando anche che oggi, alle 13,45, la puntata della Pennicanza andrà in onda proprio dal Teatro delle Vittorie.
A chiamarlo in causa era stato Renzo Arbore, in un’intervista pubblicata ieri dal Messaggero, in cui aveva definito la scelta di vendere il Teatro delle Vittorie "avvilente", invitando Rosario Fiorello a mobilitarsi e a trasferire lì la sua Pennicanza.
Le parole della RAI
Così la Rai''La messa in vendita del Teatro Delle Vittorie rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che - unico nella storia Rai - guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company. Per quanto riguarda il Teatro Delle Vittorie - pezzo importantissimo della storia Rai - tutte le valutazioni tecniche rappresentano da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili in virtù della obsolescenza della struttura, delle problematiche di carattere tecnico e impiantistico, dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all'interno di un condominio, e dei problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati.
Per queste ragioni, unite ai costi di manutenzione molto elevati, la vendita era già stata approvata dal precedente consiglio di amministrazione nel luglio 2022. L’obiettivo della Rai, quindi, non è cancellare la propria storia, ma proiettarla nel futuro, ottimizzando le strutture e investendo in profondi cambiamenti, come dimostrano il potenziamento tecnologico di Saxa Rubra, la riqualificazione — attesa da anni — di Viale Mazzini, l’utilizzo della sede di via Alessandro Severo, già progettata secondo criteri innovativi, e il completamento degli interventi in via Teulada. Il tutto per introdurre un modello immobiliare più flessibile, adeguato alle reali esigenze produttive di un broadcaster moderno, migliorando l’uso degli spazi e la qualità degli ambienti di lavoro per i dipendenti''.
Memoria e futuro dello spettacolo italiano
Il Teatro delle Vittorie non è un semplice immobile, ma rappresenta una parte viva e inestimabile della memoria collettiva italiana e della capacità produttiva del servizio pubblico televisivo. Nel corso dei decenni, ha ospitato alcuni dei programmi televisivi più celebri, inclusi varietà storici come Fantastico, resi leggendari da artisti del calibro di Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Mina. La sua ubicazione nel quartiere Delle Vittorie, da sempre considerato uno dei principali poli produttivi della Rai, lo ha reso anche un luogo essenziale per la crescita professionale e creativa di innumerevoli lavoratori del settore.
La richiesta di intitolare il teatro a Pippo Baudo, sostenuta da molteplici personalità e dal comitato promotore, vuole rimarcare il legame indissolubile tra questo spazio e alcune delle figure più influenti della televisione nazionale.
Il dibattito sul futuro del teatro coinvolge non solo le istituzioni, ma l'intera comunità artistica e il pubblico italiano, preoccupati che “dimenticare i gioielli di famiglia” possa equivalere a perdere un pezzo irrinunciabile della storia e della creatività del Paese. Salvare il Teatro delle Vittorie, come sottolineano i promotori dell'appello, significa aprire la Rai a un futuro innovativo e creativo, radicandosi saldamente nella propria storia.