L'88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino si apre con l'opera “The Death of Klinghoffer” di John Adams, ispirata al dirottamento dell’Achille Lauro del 1985 e all’assassinio di Leonard Klinghoffer. La regia di Luca Guadagnino mira a “restituirne la verità, liberandola dalle incrostazioni ideologiche e indagando l’interiorità umana”. La prima fiorentina è il 19 aprile, con repliche il 22 e 26. È la prima volta a Firenze, dopo le uniche esecuzioni italiane a Ferrara e Modena nel 2002.
Guadagnino non si fa condizionare da polemiche, definendole “una banalizzazione del discorso”.
Il sovrintendente Carlo Fuortes vede la scelta come un “teatro che sappia parlare all’oggi... elevando il discorso attraverso la forza del linguaggio artistico”, senza trasformarsi in un trattato di geopolitica.
La nuova produzione fiorentina
Questa inedita produzione di “The Death of Klinghoffer” al Maggio Musicale Fiorentino vede la direzione di Lawrence Renes e la regia-scena, con la cura dell'apparato visivo, di Luca Guadagnino. Il libretto di Alice Goodman narra il tragico sequestro dell’Achille Lauro nel 1985, culminato nell’uccisione e nel getto in mare di Klinghoffer, americano ebreo su sedia a rotelle.
L'opera debuttò a Bruxelles nel 1991, con rappresentazioni globali. In Italia fu proposta unicamente a Ferrara e Modena nel 2002.
La scelta fiorentina unisce ricerca interiore e sottrazione da narrazioni ideologiche, per un'esperienza teatrale intensa e riflessiva.
Storia e patrimonio del Maggio Musicale
Il Maggio Musicale Fiorentino, fondato nel 1933 a Firenze su impulso della Stabile Orchestrale Fiorentina (1928), ha una marcata dimensione internazionale. Il suo Teatro è un riferimento europeo per lirica e sinfonica, ospitando artisti di fama come Zubin Mehta, Riccardo Muti e Herbert von Karajan.
La Giunta comunale ha intitolato il Teatro a Vittorio Gui, fondatore della Stabile Orchestrale (1928) e del Festival (1933), per preservarne la memoria e rafforzare il legame con la città. L’Archivio Storico, inaugurato nel 2026, conserva un vasto patrimonio: quasi 13.000 bozzetti, 300 modellini e oltre 100.000 documenti, manifesti e fotografie che illustrano la sua storia dagli anni Venti a oggi.
L’apertura dell’88° Festival con l’opera di Adams e la regia di Guadagnino conferma la vocazione del Maggio a coniugare ricerca, profondità e rilevanza attuale.