A Roma, a margine di "Ritratti di poesia", il poeta e scrittore bulgaro-cubano Vladimir Sabourìn ha denunciato una "democrazia di facciata" in Bulgaria, parte di un caos globale. Preoccupato, ha paragonato la crisi delle democrazie occidentali alla caduta del regime comunista, esperienza personale. La Bulgaria soffre di instabilità e costante ingerenza russa. Il politico favorito nelle recenti elezioni è Rumen Radev, figura "legata alla Russia senza alcun dubbio". Radev, ufficiale NATO solo di facciata, è "in realtà un uomo della Russia", incarnando la "democrazia di facciata".
Autore di sette libri di poesie e antologie, Sabourìn si pubblica autonomamente nel suo paese, non trovando editori. Ha fondato un movimento letterario contro la poesia politicizzata e la privatizzazione della letteratura, data la sua difficoltà a inserirsi nel quadro dominante.
Influenza russa e disinformazione in Bulgaria
La disinformazione filorussa in Bulgaria è intensa e strutturata. Tra dicembre 2024 e marzo 2025, una campagna coordinata e finanziata da media russi e attori locali ha influenzato l'opinione pubblica. Il paese è tra i primi dieci più colpiti nei Balcani e nell’Europa orientale. La Russia ha investito sessantanove milioni di euro per finanziare propaganda e interferenze su larga scala in Bulgaria e Romania, con versamenti frazionati difficili da tracciare.
Contesto culturale e voce indipendente
L'Auditorium Conciliazione di Roma ha ospitato Sabourìn, creando un ponte tra cultura italiana e tensioni est-europee. Il suo movimento letterario è una reazione contro censura e controllo politico. L'assenza di editori riflette la difficoltà delle voci indipendenti in un contesto di instabilità e influenza esterna.
In sintesi, Vladimir Sabourìn delinea un quadro di precarietà democratica e culturale in Bulgaria, dove la poesia, veicolo di pensiero critico, fatica a trovare spazio. La sua analisi si estende a un'Europa in crisi.