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Domani, 21 aprile, nel primo anniversario della scomparsa di Papa Francesco, il maestro Maurizio Mastrini pubblica una nuova e intensa versione di Tango Clandestino. Il brano nacque d’istinto la sera del 13 marzo 2013, quando il mondo scopriva per la prima volta il Papa venuto dall’Argentina. Un omaggio profondo, capace di intrecciare idealmente l’Umbria spirituale di San Francesco con le radici sudamericane del Pontefice, e che oggi trova nuova vita all’interno dell’album Capelli, in uscita nella stessa data.
Per presentare il progetto, Mastrini ha scelto un luogo carico di simboli, storia e fascino: la Chiesa di Santa Caterina, riportata al suo splendore dal proprietario Massimo Falcinelli e situata all’interno del Nun Assisi Relais & Museum. Un contesto che suggella il legame tra spiritualità, arte e identità.
Capelli non è soltanto un disco: è un autoritratto musicale viscerale e autentico. In dodici tracce, Mastrini mette a nudo la propria anima, attraversando minimalismo contemporaneo, suggestioni sudamericane e atmosfere jazz, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica della Felicità diretta da Roberto Marino e Paolo Scibilia, con la regia di Andrea Valentini. Ogni brano è un frammento di vita, un’emozione che diventa suono.
Con quattordici album, circa mille concerti sold out in tutto il mondo — dalla Carnegie Hall di New York all’Arena di Tokyo, fino allo Sporting di Monte Carlo — oltre un milione di spettatori e milioni di stream, Mastrini resta un artista fuori dagli schemi. Celebre come “il pianista che suona al contrario”, reinventa il pianoforte trasformandolo in un corpo vivo, tra carezze e percussioni, rompendo ogni convenzione stilistica. Ma è soprattutto la sua libertà a renderlo unico: lontano da logiche commerciali e compromessi, ha costruito un percorso indipendente, fatto di scelte radicali e sincere. Come afferma lui stesso: “La mia ricchezza è la mia libertà. Se devo sbagliare, voglio che sia una mia scelta".
Il titolo dell’album custodisce un simbolo intimo e potente: “I capelli sono stati, e sono ancora oggi, il mio rifugio dal mondo".